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Tesi etd-09222014-234332


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
BULLERI, ELISA
URN
etd-09222014-234332
Title
PRECONDIZIONAMENTO ISCHEMICO REMOTO NEGLI INTERVENTI DI NEFRECTOMIA ED ENUCLEORESEZIONE
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Forfori, Francesco
Parole chiave
  • precondizionamento
  • markers ematici ed urinari
  • nefrectomieri
Data inizio appello
14/10/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
RUOLO DEL PRECONDIZIONAMENTO ISCHEMICO REMOTO IN PAZIENTI SOTTOPOSTI A NEFRECTOMIA ED ENUCLEORESEZIONE<br><br>Responsabile del progetto: Dott. Francesco Forfori<br>Ricercatore Univ. presso il Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell&#39;Area Critica<br>Settore scientifico disciplinare Anestesiologia MED/41.<br><br><br>I – INFORMAZIONI GENERALI <br><br>Lo studio si prefigge l’obiettivo di valutare l’utilità del precondizionamento ischemico remoto(RIP) nel migliorare la performance del rene controlaterale o residuo in seguito ad interventi rispettivamente di nefrectomia ed enucleoresezione.<br>La performance dell’organo viene valutata in base ad alcuni marcatori sierici ed urinari: NGAL, Cistatina C, β-trace e Creatinina.<br><br><br>II – PROGETTAZIONE DELLO STUDIO<br><br>• Disegno: studio pilota prospettico monocentrico osservazionale spontaneo non sponsorizzato.<br>• Dimensioni del campione: verranno reclutati ed elaborati i dati di quanti più pazienti rientreranno nelle tempistiche dello studio considerando i numeri d’interventi consoni svolti all’interno dello Stabilimento Ospedaliero settimanalmente. Si stima che sia sufficiente un campione di trenta soggetti per ottenere una prima fotografia di quanto andiamo ad indagare.<br>I soggetti saranno assegnati ai gruppi “RIP” o “no-RIP” in base al fatto che essi ricevano o meno lo stimolo precondizionante remoto nelle 24 ore che precedono l&#39;intervento. <br>• Obiettivi primari (primary end points): <br><br>a. valutare l’efficacia del RIP nel tutelare il parenchima renale da stimoli potenzialmente dannosi dovuti alla chirurgia e/o alla permanenza in UTI, quali: <br>• ampio uso di farmaci nefrotossici, come aminoglicosidi e cisplatino<br>• largo utilizzo di esami strumentali che richiedono mezzo di contrasto<br>• gravità della condizione di base ed estrema frequenza di comorbidità importanti<br><br>b) Provare l’efficacia del RIP nel sostenere la funzione del rene residuo o del rene controlaterale nelle 48 ore che seguono l’intervento chirurgico valutando la variazione dei markers sierici ed urinari precedentemente elencati.<br><br>Lo studio prevede il reclutamento di pazienti chirurgici candidati a procedure di nefrectomia ed enucleoresezione. La metà di questi sarà sottoposta a RIP e tutti i pazienti saranno seguiti per 48 ore dal punto di vista dei marcatori di danno renale precoce nel periodo perioperatorio.<br>La partecipazione allo studio non comporta nessuna modificazione nel monitoraggio o nella terapia propria per questo tipo di patologia.<br><br>III – RAPPORTO RISCHIO/BENEFICIO E VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA<br><br>I pazienti in studio, selezionati previo consenso informato dell&#39;avente diritto, sono sottoposti ad una pratica che non presenta potenziali rischi ma solamente eventuali benefici per la propria evoluzione clinica.<br>Ciascuno dei test non richiede modificazioni dei trattamenti già in atto, ne l’applicazione di trattamenti farmacologici differenti da quelli già usati.<br>L’unica manovra che non rientra nell’ambito di ogni altra misura correntemente messa in pratica in questo tipo di pazienti(chirurgici ricoverati in UTI o meno) è proprio il RIP, caratterizzato da un&#39;invasività pressoché nulla, dal momento che si avvale di un dispositivo già in uso sul paziente per l&#39;espletazione delle pratiche standard di monitoraggio pressorio aggiungendo solamente i quattro cicli di gonfiaggio e sgonfiaggio del bracciale da pressione.<br>Sono inoltre aggiunti prelievi ematici e di urina dal catetere vescicale, del tutto scevri da aspetti potenzialmente dannosi per l’outcome clinico del soggetto in studio.<br>Nessuna di queste procedure aggiunge stress o discomfort per i pazienti selezionati.<br>
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