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Tesi etd-09182019-105636


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
MARTINEZ, FEDERICA GIULIA
URN
etd-09182019-105636
Title
Architettura dei fari: ipotesi di recupero e valorizzazione con metodologia HBIM. Caso studio: faro dello Scoglietto, isola d'Elba
Struttura
INGEGNERIA DELL'ENERGIA, DEI SISTEMI, DEL TERRITORIO E DELLE COSTRUZIONI
Corso di studi
INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Supervisors
relatore Prof. Santi, Giovanni
relatore Prof. Martino, Massimiliano
correlatore C.V. (AN) Gilli, Stefano
Parole chiave
  • nuvola di punti
  • HBIM
  • fari
  • drone
  • database
  • architettura
  • aerofotogrammetria
  • recupero
  • valorizzazionefaro dello Scoglietto
  • isola d'Elba
Data inizio appello
10/10/2019;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
10/10/2089
Riassunto analitico
La presente tesi è mirata ad una classificazione organica e sistematica dei fari italiani con lo scopo di individuare quali di essi possono essere inseriti in un piano di fattibilità per il riuso di tali architetture.
La fase di ricerca preliminare ha messo in luce una forte carenza e frammentarietà delle informazioni disponibili sulle caratteristiche e peculiarità dei vari fari esistenti, per cui, con il fattivo e prezioso contributo di MARITECNOFARI, MARIGENIMIL e MARIFARI di La Spezia, che hanno generosamente fornito l'imprescindibile supporto logistico e documentale, si è potuto realizzare un database contenente tutte le informazioni più significative sui fari d'Italia, con particolare riguardo a quelli ubicati in Toscana e Liguria, confluito poi nella costruzione di un sito web dal quale è ora possibile estrapolare e confrontare le caratteristiche fisiche, morfologiche, storiche e architettoniche dei fari italiani; il database consente, inoltre, di arricchire e aggiornare costantemente i dati raccolti.

Fondamentale è stata la fase conoscitiva, affrontata su diversi livelli. Innanzitutto è stata condotta un’analisi storica che, partendo dalle prime informazioni rinvenibili nei testi classici di matrice greco-romana, ha fornito un quadro dello sviluppo dei sistemi di segnalamento marittimo anche dal punto di vista del percorso evolutivo tipo-tecnologico. Sono state indagate, nel dettaglio, le architetture e le tecniche costruttive impiegate nelle varie epoche e le singole componenti dei fari, con particolare riguardo alla storia e funzionamento della lanterna. Non si è, peraltro, tralasciato di trattare il tema inerente al simbolismo geometrico dei fari in relazione alla loro collocazione nell'immaginario collettivo ancestrale, aspetto, questo, di non trascurabile importanza in vista di un loro riutilizzo per finalità culturali e turistico/ricettive, considerata la forte attrattiva rivestita anche sotto il profilo psicologico/pulsionale.

È stata, infine, preconizzata un'irrimediabile perdita di tale patrimonio storico/culturale, progressivamente e inesorabilmente soppiantato dalle moderne tecnologie di geo-localizzazione, perdita scongiurabile solo attraverso la piena attuazione delle nuove politiche di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico ed un'efficace implementazione del progetto “Valore Paese – FARI” predisposto dall'Agenzia del Demanio in sinergia con Difesa Servizi S.p.A..

Il passo successivo è stato quello di analizzare e comprendere la procedura e il metodo già utilizzati all'estero per pianificare il riuso di tali strutture. Si è poi arrivati alla stesura e alla messa a punto di uno strumento mirato ad analizzare e comparare i fari sotto differenti aspetti, con lo scopo di poterne organizzare le potenzialità nell'ambito di una visione globale dell'intera rete.
Obiettivo finale di questo lavoro è stato, quindi, quello di classificare e catalogare i fari italiani (con maggiore attenzione a quelli gestiti dal Comando Zona Fari e dei Segnalamenti Marittimi Alto Tirreno - MARIFARI La Spezia, cioè i segnalamenti presenti nella regione Liguria e Toscana) per poterne valutare le potenzialità di riuso attraverso schede valutative, frutto di una complessa analisi e catalogazione della documentazione storica, dei rilievi geometrici e fotografici esistenti, di un’analisi documentaria basata sulla ricerca cartografica e d’archivio presso i competenti Organi della Marina Militare, nonché mediante la consultazione di pubblicazioni specifiche di settore e ricerche tematiche sul web.

Il presente lavoro non ha l'ambizione di risolvere le molteplici e complesse problematiche che affliggono la tematica, ma di fornire una base sistematica per un metodo di studio conoscitivo e per la conseguente progettazione di recupero e futura gestione di tali compendi. Mostra inoltre, a titolo di esempio, alcuni ragionamenti tipo per l’applicazione di tale metodo. L’importanza di un metodo risiede nella sua capacità di dare ad una serie di dati un valore di conoscenza oggettiva e, quindi, un’utilità duratura nel tempo.

Il metodo illustrato nel contesto della tesi ha preso spunto da un nuovo approccio di analisi, di gestione e di controllo del processo basato sull'impiego della metodologia di lavoro dell'Historical Building Information Modeling (HBIM) al costruito storico. Tale metodologia è stata, quindi, impiegata nella progettazione, redatta a titolo esemplificativo, del “caso studio” del fanale dello Scoglietto, conducendo accurati rilievi geometrici, con metodi tradizionali, e aerofotogrammetrici, attraverso l’utilizzo di un drone, e prelievi di campioni da sottoporre ad analisi chimico fisiche che ne rilevassero la composizione, grazie al supporto della MAPEI S.p.A..

In definitiva, la ricerca affronta diverse e variegate tematiche che, in termine di grande sintesi, interessano i rapporti tra l’architettura dei fari e le tecniche costruttive in relazione alle diverse culture ed all'ambito costiero di riferimento, ne evidenzia le potenzialità e indica quali possano essere più “appetibili” e quali no, e quali tra questi risultano essere più duttili e capaci di adattarsi ad una radicale trasformazione funzionale.
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