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Tesi etd-09182017-095055


Thesis type
Tesi di dottorato di ricerca
Author
MARINI, SILVIA
URN
etd-09182017-095055
Title
La produzione di lucerne in Italia centrale e settentrionale (I-II sec. d.C.): aspetti tecnici, epigrafici, commerciali
Settore scientifico disciplinare
L-ANT/03
Corso di studi
STORIA E ORIENTALISTICA
Commissione
tutor Prof. Salmeri, Giovanni
Parole chiave
  • Lamps
  • Lucerne
  • Economia
  • Stamps
  • Bolli
Data inizio appello
19/10/2017;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
19/10/2020
Riassunto analitico
La ricerca in questione verte sullo studio delle produzioni di lucerne in area laziale e in Italia settentrionale nel periodo compreso tra l&#39;età augustea e la fine del II secolo d.C., con particolare attenzione alla funzione della bollatura in questi contesti.<br>Il primo capitolo è dedicato all&#39;analisi delle problematiche relative allo studio delle lucerne, allo stato delle conoscenze attuali, e alle ipotesi principali sinora formulate sulle possibili funzioni dei bolli posti su ceramica fine, come lucerne e terra sigillata.<br>Il secondo capitolo tratta delle produzioni laziali e in dettaglio di quelle di ambito Urbano, procedendo, dopo un elenco ragionato e in ordine cronologico dei principali bolli attestati, a una analisi delle presenze di questi in Italia e nelle province. A partire da questi dati si esaminano le linee commerciali in una ottica diacronica e si cerca di comprendere attraverso quali meccanismi e insieme a quali altri prodotti le lucerne laziali fossero esportate lungo le rotte mediterranee.<br>Una trattazione analoga, dedicata alle produzioni dell&#39;Italia settentrionale e segnatamente delle lucerne a canale, trova spazio nel terzo capitolo, in cui, dopo una breve rassegna dei luoghi di produzione noti e dei bolli più significativi, si passa ad analizzare le caratteristiche storiche e geografiche del territorio modenese e le principali vie di comunicazione attraverso le quali si svolgeva il commercio di lucerne. L&#39;osservazione dei bolli dal punto di vista formale ha permesso, inoltre, di chiarire alcuni aspetti relativi all&#39;organizzazione delle officine.<br>Il quarto e il quinto capitolo studiano alcune produzioni provinciali (in particolar modo quelle galliche, trattate nel capitolo quattro, e quelle danubiane, trattate nel capitolo 5) che utilizzano modelli italici, spesso bollati, per ottenere lucerne analoghe tramite un calco in gesso: l&#39;interesse per questo tipo di officine è dovuto alla volontà di osservarne le dinamiche commerciali e organizzative e all&#39;interesse per una valutazione della fortuna dei tipi provenienti dall&#39;Italia nelle province. Si è inoltre ritenuta utile una riflessione sulla funzione del bollo, in questo caso non più corrispondente a persone reali, nell&#39;economia della copia. Il capitolo 5 si dedica al rapporto tra le lucerne importate dall&#39;Italia, o imitate sulla base di questi modelli, e la presenza dell&#39;esercito, che convoglia su di sé una parte considerevole delle importazioni di queste aree.<br>L&#39;ultimo capitolo è dedicato al confronto tra la modalità della bollatura in Italia centrale e quella in Italia settentrionale: i dati relativi alle caratteristiche tecniche e sintattiche occorrenti nelle due aree sono stati incrociati con quello che conosciamo della struttura delle officine indagate archeologicamente e con i trend di distribuzione di questi prodotti, in modo da interpretare il bollo anche in funzione del contesto pratico ed economico di cui è il prodotto.<br>A partire da questi dati è stato possibile proporre un modello relativo all&#39;organizzazione interna e commerciale di queste officine e prospettare una interpretazione del valore della bollatura che sia generalmente valido per la ceramica fine, nelle aree e nel periodo esaminati.
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