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Tesi etd-09182006-125950


Thesis type
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Author
Vitobello, Antonio
email address
avitobello@libero.it
URN
etd-09182006-125950
Title
Induzione di un destino retinico multipotente in cellule di "animal cap" di Xenopus laevis
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE BIOLOGICHE
Commissione
Relatore Prof. Vignali, Robert
Relatore Dott.ssa Casarosa, Simona
Parole chiave
  • retina
  • Xenopus
  • geni "homeobox"
  • "animal cap"
Data inizio appello
09/10/2006;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
09/10/2046
Riassunto analitico
Introduzione:<br>La retina dei vertebrati è l&#39;organo di senso deputato alla trasduzione del segnale luminoso. Essa è un<br>centro nervoso dotato di vie di trasmissione centripete dei messaggi (fotorecettori, cellule bipolari e<br>gangliari) e di vie associative che permettono un&#39;elaborazione periferica dell&#39;informazione (cellule<br>amacrine e orizzontali). Funzionalmente, essa è quindi suddivisibile in una parte sensitiva,<br>contenente i fotorecettori, e in una parte neurale, contenente gli altri sottotipi cellulari.<br>Istologicamente, la retina presenta una tipica organizzazione trilaminare: lo strato nucleare esterno,<br>contenente i fotorecettori, lo strato nucleare interno, contenente cellule bipolari, orizzontali,<br>amacrine e cellule della glia di Müller, e lo strato di cellule gangliari.<br>Le malattie degenerative della retina, come la retinite pigmentosa, sono malattie eterogenee ed<br>ereditarie che portano alla graduale perdita della vista mediante l&#39;attuazione di un programma<br>multifasico di morte cellulare, perdita dell&#39;organizzazione trilaminare e di rimodellamento delle<br>connessioni sinaptiche. Il danno retinico coinvolge inizialmente i fotorecettori e successivamente<br>molti degli altri tipi cellulari della retina neurale. In questo scenario, una terapia basata sulla<br>“sostituzione cellulare”, cioè sul trapianto in organo di cellule staminali o progenitori capaci di<br>sostituire le cellule in degenerazione dell&#39;ospite, richiede che le cellule siano somministrate durante<br>le fasi precoci della malattia, quando l&#39;organizzazione istologica e funzionale della retina non sono<br>state ancora compromesse. Inoltre esse devono avere la capacità di integrarsi nel tessuto ospite, di<br>raggiungere tutti gli strati retinici e differenziarsi in tutti i sottotipi cellulari affetti dalla<br>degenerazione.<br>Xenopus laevis rappresenta un buon modello per lo studio della funzione genica e dello sviluppo<br>dell&#39;occhio. I suoi embrioni possono essere microiniettati durante le prime fasi di sviluppo con RNA<br>messaggeri trascritti in vitro. Successivamente, allo stadio di blastula, gli emisferi animali (“animal<br>cap”), ai quali compete un destino epidermico se non diversamente trattati, possono essere asportati<br>e coltivati in soluzione salina. Ciò consente di utilizzare queste cellule come materiale biologico di<br>partenza per ulteriori studi molecolari e cellulari. La specificazione embrionale del campo<br>morfogenetico dell&#39;occhio avviene nella parte anteriore della piastra neurale durante la fase di<br>neurula precoce (st.12,5). Questo è messo in evidenza dall&#39;espressione, in questa regione, di alcuni<br>fattori di trascrizione contenenti un omeodominio e molto conservati nel corso dell&#39;evoluzione<br>(Otx2, Pax6, Six3, Rx1, ET, tll, Optx2). Il nostro laboratorio ha dimostrato che la sovraespressione<br>mediante microiniezione degli RNA messaggeri di questi fattori di trascrizione, durante le fasi<br>precoci dello sviluppo embrionale, in vivo, è sufficiente a rispecificare il destino epidermico verso<br>quello retinico.<br><br>Riassunto<br>Obiettivi:<br>Scopo di questa tesi è indurre un destino retinico multipotente nelle cellule di “animal cap” di X.<br>laevis. Questo può essere ottenuto mediante la sovraespressione di geni coinvolti nello sviluppo e<br>nel differenziamento dell&#39;occhio. L&#39;acquisizione della competenza retinica può essere misurata in<br>vitro, mediante un&#39;analisi per RT-PCR dell&#39;espressione di marcatori specifici per l&#39;occhio. Inoltre gli<br>“animal cap” possono essere utilizzati in vivo per saggi di recupero. In questi esperimenti metà del<br>campo morfogenetico dell&#39;occhio di embrioni riceventi (st.15) viene asportato chirurgicamente, e<br>sostituito con “animal cap” trattati.<br>
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