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Tesi etd-09172019-101644


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
CHIRICALLO, NICOLA
URN
etd-09172019-101644
Title
Verso una riforma della successione necessaria: studio comparatistico dei meccanismi di tutela dei legittimari
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Prof.ssa Calderai, Valentina
Parole chiave
  • successioni nel diritto comparato
  • patti successori
  • successione dei legittimari
Data inizio appello
07/10/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
La prima parte del presente lavoro, confutando le opinioni secondo le quali le successioni mortis causa sarebbero un fenomeno oramai marginale in ragione della frammentazione dei grandi patrimoni familiari nonché dei cambiamenti socioeconomici avvenuti nell’ultimo secolo, mira a dimostrare la perdurante rilevanza del fenomeno successorio nelle economie europee e, in particolare, nell’economia italiana: a questo scopo, si prenderà spunto dall’opera di Thomas Piketty, Il capitale nel XXI secolo, dove nella cornice di un’analisi dei modi di composizione e di distribuzione della ricchezza nelle società capitalistiche contemporanee, importanza cruciale è attribuita all’analisi comparata della quota delle successioni rispetto al reddito nazionale (c.d. flusso successorio) in Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti. Nel libro si mostra come, dopo un forte calo dovuto ai due conflitti mondiali, in tutti questi paesi il flusso successorio sia cresciuto in maniera costante e molto rapida a partire dagli anni Settanta, fino ad assumere, oggi, nella consolidazione della ricchezza un ruolo quasi paragonabile a quello rivestito nel tardo XIX secolo. Orbene, in considerazione di alcune precipue caratteristiche socio-economiche della realtà italiana, tra le quali spiccano l’ingente ammontare dei patrimoni privati nonché l’elevata età metà della popolazione, si può ipotizzare una forte crescita del flusso successorio anche in Italia.
Alla luce delle suddette conclusioni, diviene ancor più significativa l’analisi svolta nel secondo capitolo, volta a studiare le maggiori cause di rigidità del sistema successorio italiano, e come queste possano porsi in contrasto con il sistema di libertà fondamentali alla base del mercato unico europeo: in particolare, si analizzano la singolare perentorietà del divieto di patti successori, sancito nell’articolo 458 c.c., in base al quale è imperativamente vietata ognuna delle tre possibili tipologie di patti (c.d. patti istitutivi, dispositivi, rinunziativi) e la precipua disciplina della successione dei legittimari, che prevede la possibilità di esperire un’azione reale, in seguito al vittorioso esito dell’azione di riduzione, volta a recuperare il bene eccedente la quota di legittima. Inoltre, l’unica eccezione ai due istituti in questione, il patto di famiglia, introdotto nel 2006 per favorire la trasmissione generazionale delle imprese, sembra porre più problemi di quanti ne risolva: infatti, molte delle norme introdotte per regolarne la disciplina risultano ambigue e di difficile lettura, lasciando spazio a contraddittorie interpretazioni che limitano fortemente la diffusione dell’istituto. Più flessibile e idoneo allo scopo sembrerebbe il trust, istituto di common law la cui possibilità di istituzione anche in assenza di elementi di estraneità (c.d. trust interno) pare ormai affermata dalla maggioranza della dottrina e della giurisprudenza: nondimeno, in assenza di una esplicita deroga, anche il trust sarà sottoposto alla rigida disciplina della successione dei legittimari, sicché l’utilità del trust in chiave successoria sarebbe in realtà fortemente limitata.
Alla luce dell’estrema rigidità del sistema emersa dall’analisi, nell’ultimo capitolo, dopo un’analisi delle soluzioni adottate in altri ordinamenti (francese, tedesco e inglese), che man mano si allontanano da quello italiano, fino a non prevedere, nel caso inglese, una vera e propria successione necessaria, si tenta di offrire qualche spunto per un ripensamento dei meccanismi di tutela dei legittimari previsti dal nostro sistema successorio.
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