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Tesi etd-09172014-173809


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
QUERCIOLI, LAURA
URN
etd-09172014-173809
Title
Tecniche non invasive per il trattamento della PEFS
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Cervadoro, Gregorio
Parole chiave
  • PEFS
Data inizio appello
14/10/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
RIASSUNTO <br>INTRODUZIONE<br>La PEFS (Panniculopatia edematofibrosclerotica) è una vera e propria patologia. Si tratta di un disordine micro vascolare da non trascurare, che interessa il microcircolo veno-linfatico e il tessuto adiposo bianco sottocutaneo. L’ipertrofia adipocitaria e la stasi veno-linfatica determinano ristagno di liquidi in eccesso e cataboliti, quindi la cellula viene a trovarsi in uno stato di sofferenza generale non riuscendo più ad eliminare le sostanze di rifiuto con conseguente accumulo delle stesse. Ciò rende difficoltoso l’arrivo di ossigeno ed elementi nutritivi alla cellula stessa. Il ridotto trofismo tissutale condurrà nel tempo alla fibrosi e alla sclerosi del tessuto, ponendo così le basi per la progressione del danno. Il tessuto adiposo bianco è multifunzionale: oltre alla funzione di riserva energetica, gioca un ruolo importante nella regolazione della fertilità umana e delle difese immunitarie, è implicato nella genesi di molte patologie (obesità, diabete mellito tipo 2, sindrome metabolica, insulinoresistenza, cardiopatie) ed è capace di secernere numerose molecole (adipochine) in grado di svolgere una funzione nel differenziamento adipocitario, nel metabolismo energetico, nella captazione e nel trasporto lipidico, nella risposta immune e nell’infiammazione, nello sviluppo neuronale e vascolare e nel rimodellamento della matrice extracellulare. I fattori che esercitano azioni locali autocrine e paracrine sono coinvolti principalmente nel rimodellamento, nell’adipogenesi e nell’angiogenesi del tessuto adiposo. I fattori con azione endocrina permettono all’adipocita di giocare ruoli importanti nei meccanismi di feedback a livello sistemico, come il controllo del bilancio energetico, la regolazione del comportamento alimentare, dell’apporto calorico, della disponibilità di glucosio e della spesa energetica. Dunque non può essere considerato solo come un tessuto connettivo inerte, ma piuttosto come un organo endocrino coinvolto nel mantenimento del fisiologico funzionamento dell’intero organismo. Tutto ciò dimostra la complessità di tale patologia, che però viene affrontata in particolar modo come fatto estetico e come tale inserita in un contesto di trattamenti che coinvolgono la medicina estetica, ma spesso e volentieri solamente l’estetica. La richiesta di miglioramento è perciò in massima parte rivolta ai centri benessere, dove si sono sviluppate negli ultimi anni una serie di metodologie e strumentazioni di alta tecnologia. Anche in campo estetico sono presenti strumenti con tecnologie sempre più complesse e avanzate, che vengono proposte come rimedio alla PEFS(conosciuta più comunemente, ma erroneamente definita “cellulite estetica”) e spesso utilizzati in maniera impropria in ambienti in cui non è prevista la presenza del medico. Nello studio abbiamo preso in considerazione una strumentazione di tipo estetico, che pur non essendo apparentemente invasiva, si è dimostrata capace di incidere lievemente sul metabolismo corporeo, di determinare incrementi temporanei dei livelli ematici di trigliceridi e colesterolo LDL, nonché alterazioni del flusso ematico cutaneo e ipodermico. Lo scopo principale del presente lavoro è stato quello di valutare gli effetti della suddetta strumentazione sul profilo lipidico (colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL, trigliceridi), sul metabolismo organico, nonché sull’aspetto cutaneo e sul microcircolo.<br>MATERIALI E METODI<br>Sono state arruolate nello studio 15 pazienti, di sesso femminile, età variabile (tra i 19 e i 52 anni) e con differenti gradi di PEFS (non sono state incluse pazienti affette da Insufficienza venosa, cardiopatie e patologie renali). Tutte le pazienti sono state trattate con 1/2 sedute settimanali, a seconda delle necessità. Nel protocollo di studio sono stati utilizzati: 1.foto digitale, per la valutazione del profilo cutaneo prima e al termine del trattamento. 2.impedenziometria, per la valutazione della composizione corporea (massa magra, massa grassa, acqua totale, acqua extracellulare e metabolismo basale). 3.esami di laboratorio per l’analisi di : glicemia, azotemia e creatininemia, colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL e trigliceridi (all’inizio, a metà e alla fine dei trattamenti). 4.ecografia ad alta risoluzione (18 MHz) per lo studio del pannicolo adiposo sottocutaneo e del microcircolo.<br>RISULTATI <br> In tutti i casi presi in esame, a prescindere dagli stadi e dalle varianti di PEFS, si osserva una discreta attenuazione dell’inestetismo cutaneo: scompare la pelle a buccia d’arancia; le adiposità si risolvono in massima parte; si ripristina l’elasticità tegumentaria, la cute appare più omogenea e compatta; migliora la ritenzione idrica; diminuiscono le telengectasie; infine i micronoduli non risultano più palpabili. Le impedenziometrie rivelano un ottimizzazione dei parametri di composizione corporea: incremento di massa magra e decremento di massa grassa; aumento del metabolismo basale; incremento dell’acqua intracellulare e riduzione dell’acqua extracellulare. Ciò dimostra il riassorbimento dell’edema interstiziale determinato dalla strumentazione, che possiede effetti benefici sul microcircolo veno-linfatico. Gli esami di laboratorio mostrano come l’apparecchiatura non incida sul metabolismo glucidico (la glicemia rimane invariata) e sulla funzionalità renale. Per quanto concerne il profilo lipidico si osserva durante l’esecuzione del trattamento un iniziale lieve incremento plasmatico di colesterolo LDL e trigliceridi; da attribuirsi alla lipolisi indotta dalla strumentazione e conseguente immissione in circolo di acidi grassi e glicerolo. In ogni caso con il prosieguo del trattamento si registra un decremento dei suddetti parametri, come conseguenza del potenziamento del drenaggio veno-linfatico. Inoltre le ecografie evidenziano come lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo si riduca; le iperecogenicità si attenuino; il flusso sanguigno migliori e rimanga aumentato anche a distanza di tempo dalla cessazione del trattamento. <br>DISCUSSIONE<br>Dal nostro lavoro si evince un discreto e significativo miglioramento estetico delle regioni corporee sottoposte al trattamento. Gli esami di laboratorio e le composizioni corporee eseguite all’inizio, a metà e al termine dei trattamenti non hanno evidenziato alterazioni patologiche, anzi, si è evidenziato un certo miglioramento dei parametri. In conclusione pensiamo che tale metodica risulti essere priva di controindicazioni in ordine al metabolismo organico e agli esami chimici di laboratorio, nonché protocollo valido e efficace come risultato estetico finale.<br><br>
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