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Tesi etd-09172010-102024


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
PORTA, ALESSANDRO
URN
etd-09172010-102024
Title
Lineamenti teorici per uno studio dei conflitti internazionali che sorgono per il controllo e l’impiego di risorse idriche transfrontaliere
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
POLITICHE E RELAZIONI INTERNAZIONALI
Supervisors
relatore Prof. Bardi, Luciano
Parole chiave
  • Colorado
  • Incomati
  • Eufrate
  • Indo
  • Helmand
  • Nilo
  • teoria della stabilità egemonica
  • Neorealismo
  • guerre per l'acqua
  • idropolitica
  • conflitti ambientali
  • risorse idriche transfrontaliere
Data inizio appello
04/10/2010;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
04/10/2050
Riassunto analitico
Questo lavoro si occupa dello studio dei conflitti che sorgono fra stati ripuari per l’accesso e lo sfruttamento di corpi idrici transfrontalieri. Obiettivo della ricerca è illustrare quali fattori possono facilitare o impedire l’istituzione di regimi che disciplinano diritti di proprietà e modalità d’impiego di corsi d’acqua comuni, riducendo in questo modo il rischio che la crescente competizione per il controllo di risorse contese fra più paesi degeneri in scontri armati.
Adottando un approccio strutturale allo studio delle relazioni internazionali è stato assunto che il comportamento degli stati ripuari sia determinato esogenamente da una serie di fattori sistemici comuni a tutti gli attori. In particolare è stato mostrato come la posizione geografica che un paese occupa all’interno del bacino e la natura del problema da cui ha origine il conflitto idropolitico strutturino le preferenze di ciascuno stato rivierasco e influiscano sulla probabilità che esso rinunci alla facoltà di sfruttare unilateralmente le risorse per vincolarsi ad accordi comuni.
Verrà poi approfondita l’analisi di quelle situazioni in cui la comparsa di problemi d’esternalità rende più difficile il raggiungimento di soluzioni cooperative. In questi casi è stato sondato in che misura l’esito del conflitto idropolitico sia determinato dal modo in cui si strutturano i rapporti di forza fra gli stati del bacino, verificando la possibilità d’applicare una variante della teoria della stabilità egemonica all’ambito dell’idropolitica. In questa prospettiva la cooperazione è possibile solo come prodotto dell’imposizione dell’attore egemone del bacino che in funzione dei propri interessi strategici assume l’iniziativa di definire e far rispettare attraverso coercizione o cooptazione un regime che regola la gestione di risorse idriche transfrontaliere.
Per mostrare la tenuta empirica di questo paradigma sono stati scelti sei casi di conflitto idrico che hanno interessato i bacini del Nilo, dell’Helmand, dell’Eufrate, dell’Indo, dell’Incomati e del Colorado.
Adottando un approccio strutturale allo studio delle relazioni internazionali è stato assunto che il comportamento degli stati ripuari sia determinato esogenamente da una serie di fattori sistemici comuni a tutti gli attori. In particolare è stato mostrato come la posizione geografica che un paese occupa all’interno del bacino e la natura del problema da cui ha origine il conflitto idropolitico strutturino le preferenze di ciascuno stato rivierasco e influiscano sulla probabilità che esso rinunci alla facoltà di sfruttare unilateralmente le risorse per vincolarsi ad accordi comuni.
Dall’approfondimento dell’analisi di quelle situazioni che presentano condizioni sfavorevoli alla cooperazione in quanto si caratterizzano per la comparsa di problemi d’esternalità è stato sondato in che misura l’esito del conflitto idropolitico sia determinato dal modo in cui si distribuisce il potere inteso in termini di capacità materiali fra gli stati del bacino. Sono stati così esplorati opportunità e limiti di applicare una variante della teoria della stabilità egemonica all’ambito dell’idropolitica. In questa prospettiva la cooperazione è possibile solo come prodotto dell’imposizione dell’attore egemone del bacino che in funzione dei propri interessi strategici assume l’iniziativa di definire e far rispettare attraverso coercizione o cooptazione un regime che regola la gestione di risorse idriche transfrontaliere.
Per mostrare la tenuta empirica di questo paradigma sono stati scelti sei casi di conflitto idrico che hanno interessato i bacini del Nilo, dell’Helmand, dell’Eufrate, dell’Indo, dell’Incomati e del Colorado.
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