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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09172009-144415


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
URN
etd-09172009-144415
Titolo
Studio idrogeologico e idrochimico delle sorgenti comprese nel bacino del Rio delle Campore (Comune di Pescaglia, Lucca).
Dipartimento
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE GEOLOGICHE
Parole chiave
  • geochimica
  • Idrogeologia
  • Pescaglia
  • sorgenti
Data inizio appello
16/10/2009
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
16/10/2049
Riassunto (Inglese)
Riassunto (Italiano)
L’area oggetto di studio del presente lavoro è situata nella catena delle Alpi Apuane sul versante tirrenico nel comune di Pescaglia (LU) all’interno del bacino idrografico del Rio delle Campore.
Lo scopo di questa tesi sperimentale è quello di caratterizzare gli acquiferi, individuati tramite studi geologici e idrogeologici nel lavoro di tesi svolto in contemporanea e contestualmente al presente lavoro, e individuare i circuiti sotterranei di quest’area, sia tramite analisi in situ (ovvero misure di temperatura, portata, pH, conducibilità elettrica e alcalinità), sia con analisi di laboratorio, riguardanti la composizione chimica, il contenuto isotopico dell’idrogeno (D/H), dell’ossigeno (18O/16O) del carbonio (13C/14C).
Dall’osservazione dei dati ottenuti si possono trarre le seguenti informazioni:
 i dati riguardanti la conducibilità elettrica non presentano sostanziali variazioni dai valori tipici di acque che entrano in contatto con rocce carbonatiche, ovvero i valori rientrano in un range che va da 210 S/cm a 380 S/cm. I valori più elevati sono attribuibili a quei punti di misura il cui acquifero ha sede nella formazione dei calcari e marne a posidonia ciò molto probabilmente è dovuto ad uno sviluppo più elevato del suolo.
 i dati riguardanti temperatura, alcalinità e pH non presentano anomalie rilevanti ma rientrano nella norma di acque che hanno circolato in rocce carbonatiche.
 mettendo in relazione i valori isotopici di 18O-2H si evidenzia la posizione di alcuni campioni all’interno delle due rette che esprimono la relazione 18O-2H per l’area mediterranea e per il territorio italiano, si nota che alcuni punti invece mostrano modeste differenze rispetto a queste rette dovute molto probabilmente a fattori morfologici e climatici locali.
 mettendo in relazione i valori isotopici18O) con la quota di emergenza si nota che un buon numero di punti rientrano in un’area compresa tra le due rette della relazione che legano 18O-Quota definendo quindi un’area di alimentazione ubicata in un’area di “transizione” tra il versante ovest e quello più a est del massiccio apuano.
 Con riferimento allo scopo di questo lavoro i dati ottenuti evidenziano che i punti di emergenza monitorati sono dotati di una scarsa mineralizzazione , diagrammando i dati, ottenuti dalle analisi chimiche, su il diagramma di Piper si nota che tutte le emergenze possono essere classificate nella facies bicarbonato – calcica.
Valutando inoltre, i dati ottenuti dal bilancio idrogeologico e dalle curve di esaurimento delle portate di alcune emergenze, si ipotizza la presenza di un acquifero con potenzialità limitate anche se dotato di buone caratteristiche chimiche.
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