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Tesi etd-09162014-183843


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
ROVETA, GIULIA
URN
etd-09162014-183843
Title
Prove sperimentali di controllo di Taraxacum officinale Weber in ambito urbano mediante l’utilizzo di mezzi fisici e di bioerbicidi.
Struttura
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
PROGETTAZIONE E GESTIONE DEL VERDE URBANO E DEL PAESAGGIO
Supervisors
relatore Prof. Peruzzi, Andrea
relatore Dott. Benvenuti, Stefano
correlatore Dott. Fontanelli, Marco
Parole chiave
  • gestione termica delle infestanti
  • controllo non-chimico delle infestanti
  • controllo biologico
  • thermal weeding
  • non-chimical weed control
  • biological control
Data inizio appello
06/10/2014;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
Il controllo della flora spontanea su superfici dure in ambito urbano e peri-urbano rappresenta un importante punto dei piani di gestione del verde pubblico. La flora spontanea in ambito urbano trova numerose nicchie ecologiche riuscendo a svilupparsi in luoghi indesiderati (muri, pavimentazioni, bordi stradali, linee ferroviarie, etc.) determinando danni di tipo estetico e funzionale e problemi per la salute dei cittadini.
Generalmente le infestanti vengono controllate intervenendo con mezzi diretti di tipo meccanico (sfalcio con decespugliatore) e di tipo chimico (erbicidi di sintesi a largo spettro d’azione). Lo sfalcio consente un controllo solamente temporaneo delle “malerbe” e determina proiezione di materiale con conseguenti rischi per operatori e cittadini. Mentre, l’impiego degli erbicidi di sintesi è associato a importanti contaminazioni ambientali e a effetti drasticamente negativi sulla salute dei cittadini. Per questo motivo le nuove norme che regolamentano l’utilizzo dei pesticidi sono sempre più restrittive e promuovono l’uso di mezzi di controllo alternativi ecocompatibili.
In considerazione di questo, è stata condotta una specifica sperimentazione con l’obiettivo di testare differenti metodi di controllo (fisici e chimici) alternativi alle comuni strategie di intervento. I trattamenti sono stati effettuati su piante di Taraxacum officinale Weber coltivate in serra fredda.
Sono stati confrontati due mezzi di controllo fisico (pirodiserbo e vapore) e uno chimico a basso impatto ambientale (acido acetico):
- pirodiserbo eseguito utilizzando un banco prova appositamente progettato e già utilizzato in precedenti sperimentazioni;
- trattamenti con vapore effettuati impiegando un generatore elettrico di tipo professionale (2,4 kW di potenza e 3,12 kg/h di portata) equipaggiato con una lancia per trattamenti manuali, sulla cui parte terminale è stata inserita una barra di diffusione coperta da una “campana” in plastica termoresistente;
- acido acetico (aceto) al 20 % distribuito utilizzando un comune aerografo da pittura di precisione (portata pari a 0,0136 mL/s).
Per ogni metodo di controllo sono state testate tre dosi differenti di:
- GPL per il pirodiserbo a fiamma libera: 31, 52 e 156 kg/ha;
- vapore: 2032, 4063 e 8126 kg/ha;
- soluzione di acido acetico al 20%: 75, 150 e 300 kg/ha.

La sperimentazione è stata condotta ripetendo le stesse tipologie di trattamento su due stadi fenologici diversi: plantula (3-4 foglie) e rosetta (10-12 foglie).
I risultati ottenuti hanno mostrato che l’efficacia dei trattamenti è strettamente correlata allo stadio fenologico della pianta. In particolare è stata riscontrata un’ottima efficacia per il vapore, che è però risultato essere il mezzo meno economico. I tre metodi utilizzati potrebbero entrare a far parte di un approccio integrato di gestione della flora spontanea.
Al fine di proporre linee guida da poter seguire per eseguire interventi ad hoc da programmare in base ai diversi scenari presenti in area urbana, al periodo di intervento, alla composizione floristica e al livello di copertura raggiunto dalle infestanti, appare necessario proseguire le attività di ricerca sia in condizioni controllate che in contesti reali.
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