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Tesi etd-09102014-130548


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
RIGALI, CRISTIANA
URN
etd-09102014-130548
Title
LA SICUREZZA TRASFUSIONALE:NUOVI STRUMENTI DI PREVENZIONE E ANALISI NELL'APPLICAZIONE DELLA BUONA PRATICA
Struttura
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE
Supervisors
relatore Dott.ssa Traballoni, Luciana
Parole chiave
  • Nessuna parola chiave trovata
Data inizio appello
30/09/2014;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
La sicurezza del paziente è oggi una priorità per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e obiettivo primario in tutte le cure sanitarie.
Questa tematica, affermatesi recentemente, investe tutto il mondo sanitario ed è al centro di numerosi programmi di governo. La strada da percorrere affinché siano garantite sempre cure di qualità è però, ancora lunga e necessita dell’impegno coordinato di tutti gli stakeholders della sanità, dei ministri di governo e dei pazienti stessi. In particolare l’infermiere, poiché operatore sanitario più vicino al paziente, è coinvolto in primis in questa problematica e, pertanto, è necessario che la sua competenza sia sviluppata e indirizzata alla sicurezza sin dalla formazione di base.
La Regione Toscana in relazione anche ai recenti eventi di malasanità legati alla terapia trasfusionale ha posto attenzione sulle manovre correttive da adottare sia con l’aggiornamento della delibera n.730 del 2/09/13 e con la conseguente introduzione della Buona Pratica da parte del Gruppo Regionale del Rischio Clinico.
Diventa così prioritario focalizzare l'attenzione su come le aziende sanitarie toscane hanno recepito la nuova Buona Pratica e su quali nuove introduzioni sono state adottate per far sì che non vi siano più reazioni trasfusionali da incompatibilità ABO.
E’ nell’ambito di tutto ciò che questa tesi vuole analizzare la percezione del problema nelle aziende sanitarie della Toscana attraverso un questionario compilato a cura delle Direzioni Infermieristiche e Ostetriche che mira a fare emergere l’attenzione e le azioni di miglioramento intraprese in tal merito.
Infine di verificare come nella azienda in cui lavoro, l’Azienda USL 2 di Lucca, è stato affrontato questo tema e soprattutto come vorrà sviluppare in futuro le azioni necessarie per far sì che l’errore trasfusionale non sia più un’emergenza sanitaria.
Compete infatti alle singole Aziende la decisione di affrontare l’argomento e, sul versante opposto, è compito del singolo operatore realizzare approfondimenti personali o richiedere esplicitamente una risposta ai propri bisogni di conoscenza.
Il lavoro non ha l’intenzione di esprimere un giudizio ma piuttosto vuole fornire uno stimolo futuro per promuovere la tematica del rischio clinico e l'infermieristica.
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