Tesi etd-09092015-234733 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
RUBERTO, PASQUALE
URN
etd-09092015-234733
Titolo
Contributo alla caratterizzazione idrogeologica dell'acquifero costiero in ghiaie della pianura pisana.
Dipartimento
SCIENZE DELLA TERRA
Corso di studi
SCIENZE E TECNOLOGIE GEOLOGICHE
Relatori
relatore Prof. Giannecchini, Roberto
Parole chiave
- intrusione marina
- prove di emungimento
- risorsa idrica sotterranea
Data inizio appello
25/09/2015
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
25/09/2085
Riassunto
Il presente lavoro di Tesi si inserisce nel progetto di ricerca stipulato tra l’Ente Parco Regionale Migliarino- S. Rossore - Massaciuccoli (MSRM), l’Università di Pisa -Dipartimento di Scienze della Terra (DST) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Geoscienze e Georisorse (CNR-IGG), il quale prevede lo sviluppo di indagini idrogeologiche e idrogeochimico-isotopiche, rivolte allo studio sull’intrusione marina nell’acquifero costiero in ghiaie della pianura pisana.
L’acquifero in questione rappresenta una delle principali risorse idriche della zona
per i diversi usi: potabile, agricolo e industriale. Per valutare se sia interessato da fenomeni di intrusione marina, la rete di monitoraggio preesistente è stata integrata con la realizzazione di 11 piezometri di cui 3 superficiali con profondità di 15-20 m raggiungenti l’acquifero freatico in sabbie (S1,S2 e S3) e 8 profondi (D1, D2, D3, D4, D5, D6, D7 e D8) intercettanti l’acquifero confinato in ghiaie con profondità compresa tra 60 e 115 m.
Su tutti i punti della rete di monitoraggio, il progetto ha previsto misure piezometriche, misure dei parametri chimico-fisici, campionamento d’acqua per analisi chimiche ed isotopiche di laboratorio e prove di emungimento.
Nello specifico, questa Tesi di Laurea ha riguardato analisi litostratigrafica durante i sondaggi a distruzione di nucleo per l’allestimento dei piezometri (aprile-luglio 2012), rilevamento piezometrico (ottobre 2012) misure dei parametri chimico-fisici delle acque consistenti in C.E., T e pH (ottobre 2012) e prove di emungimento (ottobre 2012) ottenendo attraverso i dati litostratigrafici un maggiore dettaglio sull’assetto idrostratigrafico dell’area, una carta piezometrica, una carta conducimetrica ed una prima valutazione su quello che sono i principali parametri idraulici dell’acquifero, ovvero permeabilità (K) e trasmissività (T).
In particolare, per quanto concerne la piezometria relativa a ottobre 2012 (rappresentativa del periodo di magra coincidente di norma a fine estate durante il quale, peraltro, si hanno i maggiori emungimenti in virtù della maggiore richiesta idrica) è risultato che per quasi tutti i punti misurati il livello piezometrico è negativo, in particolare, l’area di Tirrenia, S.Piero a Grado e Coltano.
Per quanto riguarda la conducimetria in ottobre 2012 risulta che sia i piezometri di nuova realizzazione che i pozzi esistenti risultano contaminati da acqua di mare con valori compresi tra 2000 e 4700 [μS/cm] con i valori più elevati riscontrati nelle zone tra Tirrenia e Calambrone.
Ulteriore aspetto affrontato in questo lavoro di tesi è stato quello delle prove di emungimento con le quali è stato possibile determinare una prima valutazione su quello che sono i principali parametri idraulici dell’acquifero, ovvero, permeabilità (K) e trasmissività (T). Dai risultati ottenuti si osserva che l’acquifero costiero confinato in ghiaie risulta disomogeneo da un punto di vista delle proprietà idrauliche poiché i valori di permeabilità (K) e trasmissività (T) variano da punto a punto.
Disomogeneità che trova riscontro sull’assetto idrostratigrafico delle porzioni meridionali dell’area di studio, ovvero nella zona di Calambrone poiché in tale zona la stratigrafia risulta più articolata.
L’acquifero in questione rappresenta una delle principali risorse idriche della zona
per i diversi usi: potabile, agricolo e industriale. Per valutare se sia interessato da fenomeni di intrusione marina, la rete di monitoraggio preesistente è stata integrata con la realizzazione di 11 piezometri di cui 3 superficiali con profondità di 15-20 m raggiungenti l’acquifero freatico in sabbie (S1,S2 e S3) e 8 profondi (D1, D2, D3, D4, D5, D6, D7 e D8) intercettanti l’acquifero confinato in ghiaie con profondità compresa tra 60 e 115 m.
Su tutti i punti della rete di monitoraggio, il progetto ha previsto misure piezometriche, misure dei parametri chimico-fisici, campionamento d’acqua per analisi chimiche ed isotopiche di laboratorio e prove di emungimento.
Nello specifico, questa Tesi di Laurea ha riguardato analisi litostratigrafica durante i sondaggi a distruzione di nucleo per l’allestimento dei piezometri (aprile-luglio 2012), rilevamento piezometrico (ottobre 2012) misure dei parametri chimico-fisici delle acque consistenti in C.E., T e pH (ottobre 2012) e prove di emungimento (ottobre 2012) ottenendo attraverso i dati litostratigrafici un maggiore dettaglio sull’assetto idrostratigrafico dell’area, una carta piezometrica, una carta conducimetrica ed una prima valutazione su quello che sono i principali parametri idraulici dell’acquifero, ovvero permeabilità (K) e trasmissività (T).
In particolare, per quanto concerne la piezometria relativa a ottobre 2012 (rappresentativa del periodo di magra coincidente di norma a fine estate durante il quale, peraltro, si hanno i maggiori emungimenti in virtù della maggiore richiesta idrica) è risultato che per quasi tutti i punti misurati il livello piezometrico è negativo, in particolare, l’area di Tirrenia, S.Piero a Grado e Coltano.
Per quanto riguarda la conducimetria in ottobre 2012 risulta che sia i piezometri di nuova realizzazione che i pozzi esistenti risultano contaminati da acqua di mare con valori compresi tra 2000 e 4700 [μS/cm] con i valori più elevati riscontrati nelle zone tra Tirrenia e Calambrone.
Ulteriore aspetto affrontato in questo lavoro di tesi è stato quello delle prove di emungimento con le quali è stato possibile determinare una prima valutazione su quello che sono i principali parametri idraulici dell’acquifero, ovvero, permeabilità (K) e trasmissività (T). Dai risultati ottenuti si osserva che l’acquifero costiero confinato in ghiaie risulta disomogeneo da un punto di vista delle proprietà idrauliche poiché i valori di permeabilità (K) e trasmissività (T) variano da punto a punto.
Disomogeneità che trova riscontro sull’assetto idrostratigrafico delle porzioni meridionali dell’area di studio, ovvero nella zona di Calambrone poiché in tale zona la stratigrafia risulta più articolata.
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