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Thesis etd-09082022-101959


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
LOVO, MATTEO
URN
etd-09082022-101959
Thesis title
High-Frequency Trading: analisi giuridica e prospettive di un problema regolatorio complesso
Department
GIURISPRUDENZA
Course of study
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Bertolini, Andrea
Keywords
  • high-frequency trading
  • trading
  • sandbox regulation
  • mifid II
  • mar
  • mad II
  • manipolazione del mercato
  • collusione tacita
Graduation session start date
26/09/2022
Availability
None
Summary
Lo studio si propone di definire e analizzare dal punto di vista giuridico, prendendo in considerazione la normativa italiana e quella europea, le problematiche e le prospettive emergenti dal fenomeno del c.d. High-Frequency Trading (di seguito HFT), ovvero una forma di trading svolta interamente da forme alquanto sviluppate di Intelligenza Artificiale.
L’evoluzione tecnologica ha permesso la creazione di sistemi sempre più avanzati in grado di operare autonomamente all’interno dei mercati finanziari.
L’utilizzo diffuso di questi metodi, purtroppo, ha comportato la formazione di nuove fattispecie di reati e la conseguente necessità per il legislatore di ripensare la disciplina vigente in funzione della sua adeguatezza a rispondere a tali problematiche emergenti, in modo da renderla più funzionale e adeguata ai nuovi scenari che si prospettano.
Tuttavia, non bisogna pensare che l’HFT comporti solo conseguenze negative. In particolare, tali sistemi si mostrano molto adeguati, per esempio, a garantire grandi flussi di liquidità nei mercati, ad abbassare il c.d. bid-ask spread e favorire la price discovery.
La difficoltà regolatoria che maggiormente si riscontra, pertanto, consiste nel contemperare gli effetti positivi che tali sistemi hanno con i rischi che, da un loro costante e diffuso uso, deriverebbero per la stabilità dei mercati.

Nel primo capitolo si offre al lettore una definizione del fenomeno. La dottrina, riferendosi all’HFT, non è, infatti, unanime nell’individuare le sue caratteristiche. La legislazione, affinché possa essere efficace, necessita di certezza. Incertezze regolatorie comportano costi per i soggetti attivi nel mercato ed espongono a rischi.

Nel secondo capitolo si esaminano quelli che sono i maggiori benefici e rischi dell’HFT. In particolare, si illustra come questi sistemi possano favorire il verificarsi di reati di manipolazione e collusione tacita. Attinente al primo profilo vengono distinte e analizzate le forme manipolatorie dette passive e attive, ovvero quelle che rispettivamente derivano da caratteristiche intrinseche degli High frequency traders (HFTr) e quelle che invece sono frutto di strategie di guadagno da essi attuate. Riguardo la collusione tacita, si spiega in cosa consista tale fenomeno e in cosa esso si distingua dalla collusione normale.

Nel terzo capitolo si inizia ad analizzare la normativa vigente in materia. Vengono prima esposti quelli che sono i principi e le rationes di quest’ultima, per poi confrontarli con quelli che dovrebbero essere i principi e le rationes, riconosciuti dalla dottrina, per il raggiungimento di una disciplina efficace in materi aìdi HFT.

Nell’ultimo capitolo, infine, si analizzano le norme che direttamente o indirettamente riguardano il fenomeno dell’HFT. In particolare, vengono studiati il Regolamento 596 del 2014 (detto MAR), la Direttiva 57 del 2014 (detta MAD II), il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (all’art. 101), a livello europeo, e il Testo Unico Finanziario (detto T.U.F. agli art. 185 e ss.) e la Legge 287 del 1990 (detta Legge Antitrust, all’art. 2), a livello italiano, per quanto attiene alla disciplina in materia di abusi di mercato e collusione. Si esaminano poi le disposizioni che direttamente incidono sul fenomeno dell’HFT, ovvero la Direttiva 65 del 2014 (detta MiFid II) e il Regolamento 589 del 2017. Lo studio, infine, indaga in un’ottica evolutiva le prospettive regolative del fenomeno, in particolare, proponendo una implementazione della tecnica regolatoria detta Sandbox Regulation.
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