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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09072018-174148


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
CIPOLLA, MARIA ANGELA
URN
etd-09072018-174148
Titolo
Il rischio reputazionale in banca
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
BANCA, FINANZA AZIENDALE E MERCATI FINANZIARI
Relatori
relatore Prof.ssa Ferretti, Paola
Parole chiave
  • Reputazione
  • rischio reputazionale
Data inizio appello
01/10/2018
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
01/10/2088
Riassunto
La reputazione di un'impresa, in qualsivoglia settore dell’economia essa operi, non è più considerata come un elemento astratto e sfuggente; essa è ormai trattata come una risorsa ineliminabile e, pertanto, fondamentale da gestire. Sia nel mondo accademico che in quello professionale è considerata una risorsa immateriale di primaria importanza che può determinare nel tempo un significativo miglioramento delle prestazioni finanziarie. Nell’attuale contesto economico finanziario, il tema della reputazione acquisisce per il mondo bancario una rilevanza sempre maggiore, ciò è stato evidenziato dai numerosi interventi delle autorità di vigilanza nazionale e internazionale che forniscono una definizione di rischio reputazionale e un'identificazione del suo possibile impatto economico e sociale. La crescente attenzione delle autorità di vigilanza al possibile verificarsi dei rischi reputazionali per le banche, è dovuto all’aumento delle possibili fonti di rischio e dell’impatto sui diversi sistemi finanziari nel caso in cui si verifichi una crisi reputazionale. La reputazione può infatti esercitare una decisiva influenza su molteplici variabili e contribuire in misura significativa, se non determinante, al successo di un’impresa o alla sua irreversibile disgregazione.
“ Ci vogliono vent’anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se pensi a questo farai le cose in modo diverso.” (Warren Buffett, 2010).
Il ruolo cruciale della reputazione è evidente nel settore bancario e finanziario perché è un concetto legato sia alla "ragione d'essere" delle banche che alla speciale natura dell'attività bancaria nel contesto delle teorie dell'intermediazione finanziaria contemporanea. Secondo Walter (2014) la reputazione è particolarmente importante per le banche e le società finanziarie perché i servizi che forniscono sono intangibili e le transazioni si basano sulla fiducia nell'adempimento delle promesse future. Inoltre ha rilevanza a causa di fattori quali asimmetrie informative, la trasformazione qualitativa del patrimonio, la fornitura di servizi di pagamento e di gestione del rischio che sono in grado di creare un potenziale rischio sistemico con effetti che impattano non solo sul singolo intermediario ma sull’intero sistema creditizio.
La reputazione è una variabile ineliminabile e mutevole che dipende da diversi fattori dell’attività bancaria, può deteriorarsi rapidamente a causa dell’insorgere di eventi di rischio reputazionale, si costruisce nel tempo e non può essere trascurata durante lo svolgimento dell’attività. Il raggiungimento di una reputazione solida e duratura nel tempo, non solo è alla base dell’ottenimento di vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti, ma porta la banca ad ottenere ritorni positivi dalle performance finanziarie che, senza dubbio, sono fortemente correlate alla reputazione della società e di conseguenza all’insorgere di eventi di rischio reputazionale. Inoltre una buona reputazione attrae investitori, migliora la posizione di mercato facilitando anche la raccolta di capitale ed agevola le negoziazioni e le relazioni con le controparti interessate. Ecco i motivi per i quali il ruolo della reputazione sta assumendo sempre più importanza all’interno del sistema creditizio, un sistema che ha la necessità, più di altri, di individuare le fonti e i driver reputazionali per poterli gestire e monitorare. Tale esigenza rispecchia anche l’attenzione che il regulator ha posto sul tema, occupandosi, come vedremo nel seguito della trattazione, di dar vita ad una chiara e puntuale definizione di rischio reputazionale configurandolo come un vero e proprio rischio, rientrante nel secondo pilastro di Basilea 2 prima e Basilea 3 oggi.
Alla luce di queste prime considerazioni introduttive appare senz’altro chiaro come, tra i rischi da considerare per quanto attiene l'attività bancaria, diventa insopprimibile l’analisi del rischio reputazionale.
L'interesse per il rischio di reputazione è cresciuto in seguito alla crisi finanziaria globale del 2007-2009 dei mutui subprime, che ha portato al default di alcuni dei più importanti istituti di credito, mettendo in evidenza un insieme di comportamenti imprudenti e irresponsabili, da parte di alcuni soggetti, provocando un grosso danno finanziario ed economico per investitori e intermediari finanziari. Inoltre ha evidenziato il fallimento dei sistemi di gestione del rischio nelle grandi banche globali, contribuendo ad accrescere il rischio reputazionale a cui l’intero sistema finanziario è esposto. Quindi a causa della crisi, che ha coinvolto diverse banche durante il recente tracollo finanziario, i problemi di come le banche devono gestire e misurare il rischio reputazionale stanno ricevendo crescente attenzione non solo in ambito accademico, ma anche dai regolatori: infatti il Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria, il cui scopo è quello di promuovere la cooperazione fra le banche centrali ed altre agenzie equivalenti in modo da perseguire la stabilità monetaria e finanziaria, ha definito il rischio reputazionale come un rischio multidimensionale che riflette la percezione di altri partecipanti al mercato, chiarendo inoltre che dipende dai fattori interni della banca ma anche da importanti fattori esterni. L’esposizione al rischio reputazionale degli intermediari bancari presenta importanti connessioni con le scelte strategiche relative all’articolazione del business e al contenuto dei prodotti, con le soluzioni organizzative a sostegno delle strategie prescelte nonché con la coerenza delle scelte aziendali rispetto al sistema normativo.
Le molteplici prospettive di analisi, proposte a partire da matrici disciplinari diverse, mettono in evidenza il carattere universale del rischio reputazionale per le attività di impresa e per l’efficiente funzionamento dei mercati. L’attenzione dedicata al tema nel dibattito accademico e negli ambienti professionali, così come l’articolazione delle soluzioni proposte per mitigare e gestire rischi di questa natura, testimoniano la consapevolezza degli operatori circa l’impatto che un potenziale danno reputazionale può avere sui profitti aziendali e sulla sopravvivenza stessa della banca.
La crescente consapevolezza del rischio di reputazione si riflette anche nelle indagini annuali condotte dall'Autorità Bancaria Europea (EBA) e riportate nella valutazione del rischio delle banche europee. Questo documento include una sezione sul rischio reputazionale, valutando in particolare il suo impatto sulla fiducia dei consumatori. Secondo le relazioni dell'EBA, ciò che ha avuto un impatto particolarmente negativo sui consumatori sono gli insuccessi in merito alla valutazione dei processi di benchmark, la vendita abusiva di prodotti bancari, la condotta scorretta legata ai tassi di cambio stranieri, le violazioni delle sanzioni commerciali e i piani per mutui ipotecari a tasso variabile.
Lo scopo di questo elaborato è analizzare il rischio reputazionale all’interno del settore bancario. Innanzitutto verrà esposta la sua definizione, tenendo conto del punto di vista dell’autorità di vigilanza, e successivamente verranno evidenziate le sue caratteristiche ed individuate le sue fonti ed effetti.
Il secondo capitolo invece tratterà dell’importanza della gestione del rischio reputazionale e delle diverse metodologie di misurazione. La fiducia intesa sia come prerequisito che come conseguenza della relazione tra banca e controparti interessate è un importante elemento alla base del funzionamento del sistema bancario. È un fattore imprescindibile senza il quale l’attività di una banca difficilmente riuscirà a crescere nel tempo, si ha quindi l’esigenza di prestare il massimo interesse agli aspetti reputazionali che gravitano intorno alla banca per gestire la reputazione come sinonimo di valore, di credibilità, di affidabilità e di onorabilità intesa come rispetto degli impegni assunti. La problematica principale per la gestione della reputazione è capire se il rischio reputazionale rappresenta di per sé un rischio o se è il risultato/conseguenza di altri rischi. La gestione del rischio reputazionale poggia sull’interazione continua tra risk management e organi responsabili delle strategie aziendali con il fine di monitorare la sensibilità del portafoglio di business al rischio reputazionale, di incorporare correttamente tale fattispecie rischiosa (e le componenti di costo) nella misurazione dei rischi e di sviluppare metriche di misurazione (o mix di approcci) credibili e solide (presumibilmente diverse per banche con differenti profili di business e posizione di mercato). Quando si gestisce la reputazione aziendale, le organizzazioni devono, o quantomeno dovrebbero, tener conto non solo dei loro rapporti con le parti interessate, ma anche controllare come le percezioni di alcuni soggetti interessati influenzano le credenze degli altri.
Infine l'ultimo capitolo si concentrerà sulle crisi reputazionali, trattando nello specifico il manifestarsi del rischio reputazionale all’interno dell’istituto bancario. Si evidenzieranno le diverse strategie di gestire di una crisi reputazionale il cui scopo è minimizzare gli effetti del rischio e riacquisire la reputazione perduta. Le azioni devono essere immediate, tempestive, e pertinenti ed è importante che il mercato e tutti gli stakeholder non percepiscano un atteggiamento passivo da parte del manager. Le strategie generalmente consistono nell’attuazione di un piano di ristrutturazione predeterminato che consente alla banca di colmare la crisi il più rapidamente possibile e ridurre al minimo eventuali impatti negativi. Verranno riportati degli esempi di alcune banche in cui degli eventi, sia interni che esterni, hanno causato il manifestarsi del rischio reputazionale, e da questi esempi è possibile dedurre che le strategie di gestione della crisi sono strettamente legate alla banca, alla sua organizzazione interna, ai mercati e ai propri stakeholder. Si mette anche in luce che le crisi reputazionali possono essere delle minacce o delle opportunità, perché possono spingere la banca a migliorarsi imparando dai propri errori, oppure possono comportare la perdita dell’indipendenza bancaria, tutto dipende da come viene gestita la crisi reputazionale che ha coinvolto l’istituto bancario.
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