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Tesi etd-09052013-122753


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
FANOS, MARGHERITA
URN
etd-09052013-122753
Title
Vitamina D nel periodo perinatale e nei primi due anni di vita
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Saggese, Giuseppe
Parole chiave
  • vitamina D
  • pediatria
  • perinatale
Data inizio appello
24/09/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Premessa. La vitamina D è un pro-ormone fondamentale nella regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo, a cui sono state recentemente attribuite numerose funzioni extra-scheletriche. In età pediatrica appare soprattutto interessante il ruolo protettivo che essa sembra svolgere nella difesa dalle infezioni delle vie respiratorie. Inoltre, nel periodo perinatale, uno stato vitaminico materno ottimale sembra importante per numerosi outcomes fetali, neonatali e anche a più lungo termine, tra cui la modalità di parto, i parametri auxologici alla nascita e infantili e le infezioni respiratorie del bambino nel primo anno di vita. Accanto a queste nuove acquisizioni, si registra a livello mondiale una diffusa prevalenza di ipovitaminosi e deficit vitaminico D in età pediatrica. I dati epidemiologici italiani riguardanti lo stato vitaminico ed i fattori di rischio di ipovitaminosi nel periodo perinatale e nella prima infanzia sono limitati. Infine è ancora controversa la definizione dello stato vitaminico ottimale in età pediatrica e mancano linee guida condivise sulla supplementazione vitaminica D pediatrica e in gravidanza. <br>Scopi dello studio. Questo studio ha valutato lo stato vitaminico D ed i possibili fattori di rischio di deficit vitaminico ed ipovitaminosi dalla nascita a 2 anni di età. Sono stati esaminati gli effetti della supplementazione materna in gravidanza e nella prima infanzia sui livelli sierici di 25-idrossivitamina D (25-OH-D), metabolita della vitamina D la cui valutazione è indice dello stato vitaminico. È stato inoltre valutato il rapporto tra vitamina D ed ormone paratiroideo (PTH) ed altri parametri correlati al metabolismo osseo. Infine sono stati esaminati alcuni effetti extrascheletrici della vitamina D nella prima infanzia, in particolare la determinazione della modalità di parto e dei parametri antropometrici alla nascita e nei primi tre mesi di vita e la prevenzione degli episodi infettivi delle vie aeree. <br>Pazienti e metodi. Sono stati reclutati 40 neonati, ricoverati alla nascita presso la Neonatologia dell’Università di Pisa nel periodo marzo – maggio 2013, e 86 bambini di età compresa tra 1 mese e 2 anni, ricoverati presso la Clinica Pediatrica dell’Università di Pisa nel periodo febbraio 2011- ottobre 2012. In tutti i pazienti sono stati valutati i livelli di 25-OH-D, nel primo gruppo su campione cordonale alla nascita, nel secondo gruppo su prelievo di sangue venoso. Nel gruppo di neonati sono stati analizzati i possibili fattori di rischio di ipovitaminosi D: sesso, supplementazione materna in gravidanza, BMI materno prima della gravidanza, esposizione solare e fattori ad essa correlati nel periodo precedente la gravidanza. Nel gruppo di bambini di età compresa tra 1 mese e 2 anni sono stati invece presi in considerazione la profilassi in corso, la stagione di nascita e di prelievo, l’etnia e la tipologia di allattamento. Per la valutazione degli effetti scheletrici della vitamina D è stato esaminato il rapporto tra livelli sierici di 25-OH-D e di PTH, calcio, fosforo e fosfatasi alcalina. Per la valutazione degli effetti extra-scheletrici, nel gruppo di neonati sono stati presi in considerazione età gestazionale, modalità di parto, parametri auxologici (peso e lunghezza SDS) alla nascita, ad un mese e a tre mesi di età ed incidenza di episodi infettivi delle vie respiratorie nel primo mese e nei primi tre mesi di vita. Nel gruppo di soggetti compresa tra 1 mese e 2 anni è stato invece valutato il rapporto tra i livelli di 25-OH-D e la diagnosi di episodio infettivo delle vie aeree alla dimissione. <br>Risultati. Periodo perinatale: i livelli di 25-OH-D valutati su campioni cordonali sono risultati deficitari (25-OH-D &lt; 20 ng/ml) nell’82.5% dei casi ed insufficienti (25-OH-D = 20-29 ng/ml) nel 17.5% dei casi. I livelli cordonali di 25-OH-D erano significativamente più elevati nei figli delle madri che avevano assunto supplementazione vitaminica D durante la gravidanza o avevano trascorso un periodo di villeggiatura durante l’estate precedente la gravidanza. Inoltre, i livelli di 25-OH-D erano significativamente più elevati nei neonati di sesso maschile rispetto alle femmine. Tra gli outcomes extra-scheletrici, solo la lunghezza SDS ad un mese di vita è risultata correlare positivamente con i livelli di 25-OH-D. Non è stata trovata alcuna associazione statisticamente significativa tra i livelli di 25-OH-D e le altre variabili analizzate. Età 1 mese – 2 anni: in questo campione di 86 soggetti, lo stato vitaminico era sufficiente solo nel 30.2% (≥ 30 ng/ml), mentre nel 24.4% e nel 45.4% dei casi risultava rispettivamente insufficiente (20-29 ng/ml) e deficitario (&lt; 20 ng/ml). I soggetti di etnia non caucasica mostravano livelli di 25-OH-D significativamente più bassi dei soggetti di etnia caucasica. Anche la profilassi con vitamina D al momento della valutazione influenzava significativamente lo stato vitaminico, con un rischio di deficienza ed insufficienza vitaminica di 10 e 38 volte maggiore nei bambini non in profilassi. Tra i lattanti non in profilassi e non ancora divezzati, i livelli di 25-OH-D differivano in base all’etnia e alla tipologia di allattamento, con un maggiore rischio di carenza vitaminica a carico dei bambini di etnia non caucasica e degli allattati al seno. Gli altri fattori valutati (sesso, età, stagione di nascita, stagione del prelievo) non influenzavano lo stato vitaminico D. I livelli di 25-OH-D sono risultati correlare inversamente con i valori di PTH ma non con i valori di calcio, fosforo, fosfatasi alcalina. Non è stata evidenziata alcuna differenza statisticamente significativa tra i livelli di 25-OH-D dei soggetti dimessi con diagnosi di episodio infettivo a carico delle vie respiratorie e soggetti dimessi con altra diagnosi.<br>Conclusioni. È stata rilevata una elevata prevalenza di deficit vitaminico nella fascia di età pediatrica dalla nascita a 2 anni. Lo stato vitaminico D è influenzato nel periodo perinatale dalla supplementazione materna durante la gravidanza e dal sesso del neonato. Anche l’esposizione solare materna nel periodo precedente la gravidanza influenza i livelli cordonali di 25-OH-D. Per quanto riguarda i bambini di età compresa tra un mese e 2 anni, lo stato vitaminico è in relazione all’etnia e all’assunzione della supplementazione vitaminica. Nei bambini non ancora divezzati e non in supplementazione, anche la tipologia dell’allattamento gioca un ruolo nella determinazione dello stato vitaminico.<br>