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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-09032019-133421


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM6
Autore
PECCHIA, FRANCESCO
URN
etd-09032019-133421
Titolo
Trattamento di allungamento del muscolo elevatore della palpebra superiore con innesto di fascia temporale profonda in pazienti affetti da retrazione palpebrale
Dipartimento
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
relatore Prof. Cigna, Emanuele
Parole chiave
  • innesto fascia temporale profonda
  • retrazione palpebrale
Data inizio appello
24/09/2019
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
24/09/2089
Riassunto
Allo stato attuale non esistono tecniche di riparazione della retrazione palpebrale esenti da complicanze e, molto spesso, si preferisce non trattare tale difetto per il timore di andare a danneggiare una struttura anatomicamente funzionante.
La retrazione palpebrale determina un incremento dell'altezza verticale della fessura palpebrale, aumentando così l'area di esposizione della cornea. Oltre che alterazione dell'aspetto e deturpazione del viso, ciò comporta sintomi debilitanti per il paziente quali disagio oculare, sensazione di corpo estraneo, fotofobia, epifora e altri disturbi tipici della cheratite da esposizione.
Molteplici cause possono spiegare questa condizione, tra cui la fibrosi post-traumatica e post-chirurgica e processi infiltrativi responsabili dell'oftalmopatia di Graves.
Numerose procedure sono state ideate nel tentativo di migliorare la prevedibilità dei risultati postoperatori. Le tecniche per correggere chirurgicamente la retrazione palpebrale dovrebbero indirizzarsi in modo preciso e selettivo verso la causa fisiopatologica responsabile di tale difetto in ogni singolo paziente.
La sfida più complessa è quella di riuscire ad allungare il margine palpebrale solo di pochi millimetri e preservarne la funzionalità nel breve e nel lungo periodo.
L'intervento chirurgico solitamente non viene intrapreso fino a quando la fase infiammatoria della causa scatenante o del processo patologico non si sia attenuata, a meno che non siano sopraggiunti problemi di vista. Quando, invece, la chirurgia viene eseguita nella fase acuta del processo patologico, spesso determina risultati non duraturi, livelli palpebrali imprevedibili e, occasionalmente, un decorso postoperatorio più complesso.
Il reparto di Chirurgia Plastica dell’ospedale universitario di Pisa rappresenta uno dei pochi centri al mondo che ha deciso di accettare questa sfida.
In questo studio, infatti, andiamo a valutare un’innovativa procedura di allungamento della palpebra superiore per correggerne la retrazione secondaria a traumi, interventi chirurgici precedenti o malattia infiltrativa.
Essa prevede la recessione del complesso del muscolo elevatore e di Müller accoppiata all'innesto di un distanziatore di fascia temporale profonda tra il bordo libero dell'aponeurosi dell’elevatore e il bordo superiore della piastra tarsale.
Stante l’esigua letteratura relativa all’efficacia delle tecniche impiegate di routine per risolvere la retrazione palpebrale, abbiamo deciso di effettuare uno studio retrospettivo il cui obiettivo è quello di dimostrare come l’intervento da noi utilizzato debba essere la procedura di scelta da parte di ogni chirurgo nel trattamento della retrazione della palpebra superiore.
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