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Tesi etd-09022017-194704


Thesis type
Tesi di specializzazione (4 anni)
Author
CEDOLA, DONATELLA
URN
etd-09022017-194704
Title
Epidemiologia dei casi di Tubercolosi nell'AOU OORR-Foggia:valutazione dei casi TBC multi-resistenti (MDR-TB)
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MICROBIOLOGIA E VIROLOGIA
Commissione
relatore Prof.ssa Rindi, Laura
correlatore Dott.ssa Di Taranto, Anna
Parole chiave
  • TBC-MDR
  • Mycobacterium tuberculosis
  • Tubercolosi
Data inizio appello
20/09/2017;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
20/09/2020
Riassunto analitico
<br>L’infezione tubercolare rappresenta ancora oggi, tra le malattie infettive, la maggiore causa di mortalità in tutto il mondo. Sebbene l’andamento di questa grave patologia, dopo un picco epidemico europeo nel 1700, si sia notevolmente ridotta nei Paesi Occidentali, sia per il miglioramento delle condizioni socio-economiche che igienico-sanitarie, e, per la scoperta di specifici chemioterapici, dal 1992 si è evidenziata una ripresa dell’infezione. Nel 1993 l’OMS dichiarò la tubercolosi “emergenza mondiale”. L’incremento del trend epidemiologico della tubercolosi è da attribuire ai fenomeni immigratori in continua crescita, unitamente all’infezione da HIV. Scelte di gestione clinica e di salute pubblica insufficienti possono favorire l’emergere e il diffondersi di forme tubercolari multiresistenti (TB-MDR). La tubercolosi è una malattia infettiva altamente contagiosa, per cui una diagnosi rapida e accurata costituisce un elemento importante per il trattamento e il controllo della malattia. Nel presente lavoro di tesi è stata svolta un’indagine epidemiologica sui casi di tubercolosi isolati nell’AOU ORR-Foggia dall’anno 2010 al 2016 per valutare l’incidenza di forme tubercolari multi-resistenti (TBC-MDR) ai farmaci di prima linea: Isionazide (INH9, Rifampicina (RIF), Etambutolo (EMB). Sono stati analizzati 256 campioni di pazienti appartenenti per lo più a immigrati, (53.2%%) provenienti soprattutto dall’Africa ed Est dell’Europa, con una fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Il 46.8% è invece rappresentato da italiani, di cui gli anziani sono i più colpiti; casi di TBC tra i bambini sono poco frequenti, e, quando si verificano, sono indice di trasmissione recente dell’infezione all’interno della comunità. Dei 256 campioni analizzati cinque hanno registrato una resistenza MDR. Nello specifico nel 2013 è stato identificato un paziente Italiano di 60 anni che ha sviluppato resistenza ai principali farmaci di prima linea, il campione è stato, quindi, inviato all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per essere analizzato attraverso il Progetto SMIRA (Studio Multicentrico Italiano Resistenze Antitubercolari). Nel 2015, invece, sono stati identificati due casi di resistenza di cui un Italiano di 60 anni ed uno straniero originario dell’Ucraina, di 25 anni. Infine nel 2016, un paziente di 28 anni proveniente dall’Africa ha sviluppato resistenza a Isoniazide e Rifampicina, ma è risultato sensibile ad Etambutolo; l’altro caso invece appartiene a un paziente di 33 anni proveniente dalla Romania, e, avendo registrato resistenza ai principali farmaci di prima linea, il campione è stato inviato all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che attraverso il Progetto SMIRA (Studio Multicentrico Italiano Resistenze Antitubercolari) ha riscontrato sensibilità del ceppo isolato, ad almeno uno degli antitubercolari iniettabili di seconda linea (Amikacina, Capreomicina e Kanamicina) e a tutti i fluorochinoloni attivi sui micobatteri. Dei 256 pazienti positivi di TBC, 42 (16%) erano già stati precedentemente trattati, mentre negli altri casi, si trattava di prima infezione. I dati emersi dalla nostra casisitica si allineano a quelli dell’OMS; infatti la maggior parte dei pazienti con tubercolosi attiva provengono da Paesi dell’Est, in particolare dalla Romania e Bulgaria con un’età media di 35,5 (range 24-59), dove peraltro sono molto frequenti i ceppi resistenti alle terapie antibiotiche. L’Europa dell’Est presenta molte realtà di povertà, di crisi, ma anche di chiusura che non permette l’accesso di molti prodotti (medicine incluse) dall’Occidente. Di conseguenza quando la TBC colpisce, lo fa senza ostacoli perchè anche laddove le terapie vengono iniziate, spesso vengono sospese in anticipo in quanto la persona non ha più soldi o perchè i medicinali non arrivano più. Questo comporta che il batterio sviluppi resistenza nei confronti dei principali farmaci antitubercolari. <br>Tutti i campioni sono stati testati per la resistenza in un primo momento con il test fenotipico che resta il Gold Standard, anche se fornisce risultati in tempi più lunghi, e, successivamente con il test molecolare GeneXpert MTB/RIF. L’esame colturale è risultato positivo in tutti i 256 campioni positivi al test di amplificazione GeneXpert. La concordanza di dati tra il metodo fenotipico e quello molecolare, si è osservata soprattutto per la valutazione della resistenza alla Rifampicina, dimostrando che il GeneXpert MTB/RIF ha il vantaggio di essere più rapido rispetto ai metodi tradizionali e si rileva particolarmente utile nei casi di sospetta tubercolosi MDR. Oltre alla componente di origine straniera, dai dati ottenuti traspare che circa il 46.8% con tubercolosi attiva è italiana, con un’età media di 55 anni (range 18-80); un dato non trascurabile, dal momento che di tubercolosi in Italia si parla solo in occasione di nuovi focolai. A partire dagli anni Cinquanta, infatti, l’incidenza di nuovi casi di TBC è notevolmente diminuita in Italia come in molti Paesi dell’Europa occidentale. Di conseguenza, l’attenzione al problema, il grado di sospetto diagnostico e le competenze specialistiche sono divenute meno diffuse. Tuttavia nel nostro Paese si verificano ancora più di 4 mila nuovi casi di TBC all’anno: un dato che, se da una parte classifica l’Italia tra i Paesi a bassa endemia, dall’altra continua a rappresentare una realtà sanitaria che richiede formazione degli operatori, strategie di prevenzione e attività di controllo. <br><br><br><br><br><br><br>
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