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Tesi etd-09012019-192741


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
PARDINI, MARTINA
URN
etd-09012019-192741
Title
Nuove tecniche di gestione della crisi coniugale, dal mediatore al coordinatore familiare.
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Prof.ssa Murgo, Caterina
Parole chiave
  • mediazione familiare
  • coordinatore genitoriale
  • separazione
  • divorzio
  • crisi coniugale
Data inizio appello
07/10/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
Con la presente trattazione si propone un’analisi dell’evoluzione giuridica attraversata dall’istituto matrimoniale e, in particolare delle recenti novità riguardo agli istituti di mediazione e coordinazione genitoriale.
In particolare, nel primo capitolo, si mettono in luce i momenti che hanno determinato il passaggio da una concezione pubblicistica della famiglia, (intesa quale baluardo di interessi superiori a quelli delle parti e per tanto da tutelare e da proteggere a prescindere dalla volontà di questi ultimi), ad una concezione privatistica, tesa a valorizzare sempre di più l’autonomia dei coniugi.
Nel secondo capitolo verrà trattato l’istituto della negoziazione assistita con la legge 10 novembre 2014, n. 162 e poi verrà data particolare attenzione alla posizione dei figli minori che vengono travolti nella crisi della famiglia. L’attenzione alla prole ha avuto un’importanza evoluzione legislativa: dalla legge 8 febbraio 2006, n. 54 che ha introdotto nell’ordinamento italiano alcune “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”, fino al d.lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, in attuazione dell’art. 2 della legge n.219/2012, ha disposto la revisione integrale di tutte le norme vigenti in tema di filiazione, ed ha, tra l’altro, abrogato gli art. dal 155 al 155-sexies c.c., sostituendoli con gli art. dal 337-bis al 337-octies c.c.
Dimostreremo poi, sempre nel secondo capitolo, l’istituto del coordinatore genitoriale (CG) che riguarda il minore e la tutela del suo interesse e benessere, rivolto a genitori separati, divorziati o mai sposati, la cui portata avanti conflittualità costituisce un rischio di danno psicologico per i figli della coppia esposti al conflitto.
Nel terzo capitolo, invece, tratteremo della mediazione familiare, definito come percorso “alternativo”, rispetto alla giustizia ordinaria, per la risoluzione delle controversie tra familiari e, in specie, tra coniugi. La mediazione è nata negli Stati Uniti negli anni ’70 e nonostante costituisca, ormai da anni, una prassi ed una realtà presente e disciplinata in numerosi paesi europei ed extraeuropei, non conosce tuttavia, ancora oggi, alcuna regolamentazione nell’ordinamento giuridico italiano, ma soltanto sporadiche menzioni a livello normativo (art. 337-octies, art. 342-ter). Sono proprio questi a stimolare l’interesse per l’argomento, a orientare il presente lavoro all’analisi dettagliata della mediazione familiare nelle altre esperienze e a verificare se e in quali ambiti questa possa essere funzionale al diritto della famiglia, anche nel nostro ordinamento.
La trattazione di questo ultimo capitolo, mirerà in un primo momento, a far entrare il lettore nella realtà della mediazione familiare, attraverso lo studio delle origini, delle definizioni e della conformazione dell’istituto, nonché del suo recepimento a livello europeo, soffermandosi successivamente ad esaminare il programma successivamente ad esaminare il panorama legislativo italiano. Il lavoro prosegue con una disamina delle principali caratteristiche e dei principi che stanno alla base della mediazione familiare, da un punto di vista teorico, senza tralasciare le problematiche legate alla prassi applicativa dell’istituto. Passando attraverso lo studio degli spazi e delle funzioni della mediazione familiare, anche in ottica comparatistica, si pone infine il principale obiettivo di mettere in luce quali sono i benefici rispetto al processo giudiziario e di proporre una riforma che miri all’estensione del suo ambito di applicazione.
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