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Tesi etd-08252020-123154


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
NICASTRI, ALBA
URN
etd-08252020-123154
Title
Tossici ambientali, malattia di Parkinson e diabete: effetti delle neurotossine 1-metil-4-fenilpiridinio (MPP+) e 6-idrossidopamina (6-OHDA) sulle β-cellule pancreatiche.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Scarselli, Marco
Parole chiave
  • 1-methyl-4-phenylpyridinium
  • neurotossine
  • interferenti endocrini
  • β-cellule
  • malattia di Parkinson
  • diabete
  • 6-hydroxydopamine
Data inizio appello
14/09/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
14/09/2090
Riassunto analitico
Dati epidemiologici suggeriscono l’esistenza di un’associazione tra esposizione a pesticidi e inquinanti ambientali e l’insorgenza di malattie croniche quali il diabete mellito di tipo II e la malattia di Parkinson.
Alla base di queste patologie, vi è l’alterazione rispettivamente delle β-cellule pancreatiche e dei neuroni dopaminergici della SNpc.
Oggi sappiamo che queste due popolazioni cellulari condividono l’espressione di recettori, enzimi e trasportatori che mediano la funzione, la sintesi, la secrezione e la ricaptazione della dopamina, il cui ruolo nelle β-cellule sembra legato alla regolazione del rilascio di insulina stimolato da glucosio. Infatti, farmaci dopamino-agonisti antiParkinson, come la Bromocriptina, possono essere talvolta impiegati nel trattamento del diabete.
Per quanto riguarda la vulnerabilità cellulare, sappiamo anche che il sistema di trasporto intracellulare della dopamina (DAT) è utilizzato dalla neurotossina e pesticida MPP+ (1-metil-4-fenilpiridinio), la cui struttura è simile ad un altro noto pesticida che è il paraquat, e dalla neurotossina 6-OHDA (6-idrossidopamina) per entrare nei neuroni dopaminergici, dove attraverso meccanismi di stress ossidativo determinano la morte cellulare.
Alla luce di ciò, abbiamo deciso di indagare se le tossine sopra menzionate potessero allo stesso modo determinare un danno cellulare a livello delle beta cellule pancreatiche.
Per verificare tale ipotesi, in questo lavoro di tesi, sono state trattate cellule INS-1E con MPP+ e 6-OHDA, che hanno effettivamente mostrato la capacità di ridurre la vitalità cellulare. Dagli esperimenti condotti utilizzando inibitori del DAT e altri composti, però, pare che il meccanismo con cui queste neurotossine determinino il danno cellulare sia diverso rispetto a quanto avviene nei neuroni dopaminergici.
In futuro, ulteriori studi sono necessari per comprendere meglio i meccanismi responsabili della tossicità indotta da tossine ambientali nei diversi tipi cellulari offrendo così nuovi potenziali target terapeutici sia per il trattamento del diabete che del Parkinson.
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