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Tesi etd-08222020-151259


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
CATANIA, SILVIA
URN
etd-08222020-151259
Title
Confronto fisiopatologico fra i disturbi da ipomotilità esofagea e malattia da reflusso
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. de Bortoli, Nicola
Parole chiave
  • high resolution manometry (HRM)
  • ineffective esophageal motility (IEM)
  • gastroesophageal reflux disease (GERD)
  • multiple rapid swallowing (MRS)
Data inizio appello
14/09/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
14/09/2090
Riassunto analitico
Introduzione: l’associazione tra i disturbi da ipomotilità dell'esofago valutati mediante la manometria ad alta risoluzione (HRM) e la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è comprovato. L’ipomotilità esofagea può presentarsi con differenti livelli di compromissione (peristalsi frammentata, debole o fallita) e a tale proposito mancano dei confronti diretti con i differenti fenotipi di ipomotilità.

Scopo dello studio: è stato quello di valutare la relazioni tra ipomotilità, il tempo di esposizione acida in esofago (AET) e impedenza di base notturna (MNBI) mediante esami di fisiopatologia esofagea.

Materiali e metodi: sono stati raccolti in modo prospettico ed analizzati in modo retrospettivo una serie di dati clinici, HRM e monitoraggio ambulatoriale della pH-impedenziometria (eseguiti off

terapia) di una serie pazienti con sintomi di reflusso gastroesofageo persistente. AET (anormale> 6%) e MNBI (anormale <2292 ohm). Il vigor della contrazione è stato valutato utilizzando l’integrale contrattile distale (DCI) definito come normale (DCI> 450 mmHg.cm.s), frammentata

(DCI> 450 mmHg-s-cm con interruzioni> 5 cm), debole (DCI 100‐450 mmHg-s-cm) e sequenze fallite (DCI <100 mmHg-s-cm). Le analisi univariate e multivariate sono state eseguita per identificare le associazioni fra i differenti disordini motori e l’impatto della MRGE.

Risultati: su 351 pazienti (52.1 ± 0.8 anni; 67% F), il 29.3% aveva AET> 6% e 61.8% aveva MNBI <2292 ohm. All'analisi univariata, sia la peristalsi frammentata che IEM risultavano associati ad AET (P ≤ 0.01) ed MNBI (P ≤ 0.03) patologici; l’impatto dell’esposizione all’acido era maggiore quando la peristalsi frammentata e la peristalsi inefficace erano > 70% rispetto a quando erano ≤70% (P <0.05 per ogni confronto). Quando sequenze di peristalsi deboli e fallite all'interno della diagnosi di IEM sono state analizzate separatamente, la presenza di un valore ≥50% di sequenze fallite erano predittive di un AET patologico (P ≤ 0.009), e la presenza di ≥50% di sequenze deboli non mostrava significatività statistica (P = 0.14). Nella regressione multivariata, la presenza di peristalsi fallita ≥50% erano predittive di AET patologico (P = 0.02), al contrario la presenza di sequenze inefficaci > 70% tendevano fortemente ma non raggiungevano la significatività (P = 0.069); la presenza invece di peristalsi inefficace > 70% erano predittive di MNBI ridotto (P = .046), e la presenza di sequenze frammentate > 70% si avvicinavano alla significatività statistica senza raggiungerla (P = 0.076).

Conclusioni: la presenza di interruzioni dell'integrità dell’onda peristaltica esofagea definite come onde frammentate e la presenza di onde peristaltiche fallite sono risultate più fortemente correlate alla presenza di un’esposizione patologia all’acido rispetto alla presenza di sole onde peristaltiche deboli.
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