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Tesi etd-07312017-183903


Thesis type
Tesi di specializzazione (4 anni)
Author
MIGLIACCIO, FRANCA
URN
etd-07312017-183903
Title
Screening dei donatori di sangue per anticorpi anti-Plasmodium
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MICROBIOLOGIA E VIROLOGIA
Commissione
relatore Prof. Bruschi, Fabrizio
relatore Dott.ssa Mangano, Valentina
Parole chiave
  • anticorpi anti-Plasmodium
  • Malaria
  • donatori di sangue
Data inizio appello
20/09/2017;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
RIASSUNTO<br>La malaria è una delle maggior emergenze sanitarie nel mondo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2015 oltre 3 miliardi di persone sono a rischio di contrarre la malaria e 91 Paesi dall’inizio del 2016 ne sono endemici. La malaria è causata dal protozoo del genere Plasmodium, di cui 5 specie sono patogene per l&#39;uomo: P. falciparum, P. ovale, P. vivax, P. malariae e P. knowlesi, di più recente identificazione.<br>Il Plasmodio è naturalmente trasmesso all’uomo attraverso la puntura di una zanzara femmina infetta del genere Anopheles. Ma, il parassita può essere introdotto nell&#39;organismo attraverso altre modalità di trasmissione, seppure meno frequenti, come le trasfusioni di sangue, i trapianti d’organo, gli aghi contaminati e la trasmissione trasplacentare.<br>Secondo l&#39;OMS, i Paesi più endemici per malaria, sono quelli della Regione africana, del Sud-Est asiatico e della Regione del Mediterraneo orientale. <br>Mentre nei paesi endemici, l&#39;emergenza sanitaria è rivolta, soprattutto, alla diagnosi e al trattamento precoce della malaria, nei paesi non endemici, è rivolta alla prevenzione e al controllo della malaria di importazione e a quella causata accidentalmente, come, per esempio, da trasfusione di sangue ed emocomponenti, proveniente da donatori asintomatici infetti da Plasmodium.<br>Diversi paesi, compreso l&#39;Italia, hanno adottato delle misure di prevenzione per la sicurezza trasfusionale, emanando linee guide per lo screening dei donatori di sangue, che provengono da Paesi endemici per malaria o che vi hanno soggiornato. Attualmente, la Regolamentazione Europea, attraverso l’European Directorate for the Quality of Medicines and Healthcare (EDQM), raccomanda lo screening dei candidati donatori di sangue per anticorpi anti-Plasmodium, con un test sierologico. In Italia, la regolamentazione europea è stata recepita attraverso il Decreto Ministeriale del 2 novembre 2015. <br>In assenza di un test sierologico &#34;gold standard&#34; per la ricerca di anticorpi anti-Plasmodium, l&#39;obiettivo del presente lavoro è stato quello di testare i quattro kit ELISA disponibili in commercio nel nostro paese (DRG® Malaria, NovaLisa, Euroimmun, Dia.pro) e di confrontarne i risultati. I quattro kit ELISA sono stati utilizzati per testare: N= 43 sieri di donatori di sangue provenienti dai Centri Trasfusionali dell&#39;azienda USL Nord-Ovest della Toscana, già testati presso il laboratorio di Parassitologia dell&#39;Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana con il kit DRG® Malaria ELISA attualmente in uso; N=10 sieri di pazienti infetti da P. falciparum, già testati tramite immunofluorescenza indiretta (kit Falciparum-spot IF® della BioMérieux ) presso il laboratorio del Centro di Malattie Tropicali dell&#39;Ospedale Sacro Cuore di Negrar (CMT di Negrar). La validità dei kit ELISA è stata valutata attraverso i controlli interni a ciascun kit, e attraverso una curva standard ottenuta tramite diluizione seriale di un pool di sieri iperimmuni. La specificità dei kit è stata valutata testando sieri (N=16) di pazienti infetti con Leishmania spp, Trypanosoma cruzi, Strongyloides stercoralis e Schistosoma mansoni. Mentre, per calcolare la sensibilità nei diversi kit ELISA, sono stati utilizzati i risultati di sieri di due gruppi di controlli positivi (in emoscopia N=46 e in IFAT N=56) per Plasmodium spp, analizzati presso il laboratorio del CMT di Negrar. La riproducibilità dei kit ELISA è stata valutata, testando un sottocampione di sieri in duplicato all&#39;interno dello stesso laboratorio (N=20) e tra i due laboratori (N=10). I risultati dei kit ELISA sono stati confrontati tra di loro e con quelli del test IFAT.<br>I controlli interni sono risultati validi e le curve standard soddisfacenti per i quattro kit ELISA. I sieri di pazienti infetti da parassiti diversi da Plasmodium sono risultati negativi. La sensibilità è risultata variabile ed insoddisfacente, per l&#39;emoscopia dal 45,7% al 52,2%, mentre per l’IFAT dal 51,8% al 60,7%.<br>Il confronto dei risultati dei quattro kit ELISA ha evidenziato una concordanza degli esiti come segue: DRG® Malaria-NovaLisa 58%; DRG® Malaria-Euroimmun 76%; DRG® Malaria-Dia.pro 84%; NovaLisa-Euroimmun 62%; NovaLisa-Dia.pro 56%; Euroimmun-Dia.pro 84%. Il coefficiente di correlazione (CV) tra gli indici (ODcampione/ODcutoff) dei campioni testati in duplicato all&#39;interno dello stesso laboratorio è risultato maggiore della soglia del 20% nel 13% dei casi per il kit DRG® Malaria ELISA, 6% dei casi per i kit NovaLisa ed Euroimmun, e 40% dei casi per il kit DIA.PRO. La concordanza tra gli esiti (positivo/negativo) dei campioni testati in duplicato nei due laboratori è stata 80% per i kit DRG® Malaria ELISA e NovaLisa, 70% per il kit ELISA DIA.PRO e 100% per il kit Euroimmun. Non è stata osservata correlazione significativa tra gli indici ELISA e i titoli IFAT per nessuno dei kit testati. <br>Nonostante, i test ELISA, eseguiti con i quattro kit, siano risultati validi sulla base dei controlli interni, e specifici per anticorpi anti-Plasmodium, soltanto il kit Euroimmun ha mostrato una riproducibilità soddisfacente intra e inter-laboratorio. Nessun kit ELISA ha mostrato una correlazione significativa di risultati con quelli ottenuti tramite IFAT. Il dato più significativo dal punto di vista della medicina trasfusionale è la scarsa concordanza di risultati tra i diversi kit ELISA: lo stesso donatore potrebbe essere infatti escluso o meno dalla donazione di sangue a seconda del test utilizzato nel laboratorio di riferimento del centro trasfusionale di afferenza. Questi dati, seppur preliminari, indicano quindi come la mancanza di un test sierologico &#34;gold standard&#34; rappresenti un importante elemento da tenere in considerazione nell&#39;applicazione del Decreto ministeriale del 2/11/2015.<br>
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