Tipo di tesi
Tesi di specializzazione (5 anni)
Titolo
Fattori predittivi di eventi tromboembolici nel paziente oncologico portatore di CVC port: studio clinico.
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
ANESTESIA, RIANIMAZIONE, TERAPIA INTENSIVA E DEL DOLORE
Parole chiave
- catetere venoso centrale
- paziente oncologico
- port
- rischio tromboembolico
Data inizio appello
09/08/2018
Riassunto (Italiano)
Il paziente oncologico sottoposto a chemioterapia necessita molto spesso di un accesso venoso efficiente per diversi mesi o anni. I farmaci chemioterapici, nella maggior parte dei casi, impongono un accesso diretto alle vene di grosso calibro, in quanto le loro caratteristiche in termini di pH, osmolarità e le loro proprietà urticanti o vescicanti ne controindicano l’ infusione in vena periferica. Questo accesso diretto alle vene di grosso calibro è possibile tramite un catetere venoso centrale (CVC). Il port è un tipo di CVC totalmente impiantatile, il che lo rende particolarmente adatto all’ utilizzo nel paziente oncologico, il quale ha una prospettiva di terapia di lungo termine; in tal modo, si ha un impatto sicuramente minore sulle attività della vita quotidiana e sulla vita di relazione.
Generalmente, il paziente oncologico che ha posizionato un CVC non intraprende alcuna terapia anticoagulante a scopo profilattico, sebbene la presenza del dispositivo lo esponga ad un rischio tromboembolico maggiore, che va a sommarsi al già più alto rischio di base del paziente oncologico.
L’ obiettivo di questo studio è di valutare l’ incidenza di eventi tromboembolici associati al posizionamento e alla presenza del port e di identificare un sottogruppo di pazienti ad alto rischio di sviluppare tali complicanze, suscettibili di tromboprofilassi dopo aver posizionato il dispositivo.