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Tesi etd-07192017-141626


Thesis type
Tesi di specializzazione (4 anni)
Author
ZULLO, CLAUDIA
URN
etd-07192017-141626
Title
Analisi delle diverse tipologie anticorpali anti-HLA: impatto sull'outcome del trapianto di rene da donatore deceduto
Struttura
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
NEFROLOGIA
Commissione
relatore Prof.ssa Egidi, Maria Francesca
Parole chiave
  • Trapianto di rene
  • Anticorpi anti-HLA
  • Anticorpi donatore-specifici (DSA)
Data inizio appello
09/08/2017;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
09/08/2020
Riassunto analitico
Il miglioramento delle tecniche chirurgiche, della terapia immunosoppressiva e delle procedure di reperimento degli organi, ha determinato negli ultimi anni un significativo incremento dell&#39;attività di trapianto di rene. Il trapianto è diventato pertanto una realtà terapeutica efficace per un sempre maggior numero di pazienti, permettendo di migliorarne la qualità di vita. Tuttavia, se l&#39;ottimizzazione della terapia immunosoppressiva ha permesso di superare le difficoltà nella gestione del rigetto acuto, la disfunzione cronica dell&#39;organo trapiantato costituisce la principale causa di perdita del graft a medio-lungo termine; l&#39;identificazione delle cause del fallimento tardivo e delle relative strategie terapeutiche è diventata negli ultimi tempi obiettivo primario della ricerca trapiantologica; tutti gli autori hanno riconosciuto un ruolo dei fattori immunologici e non nella patogenesi di questo evento. <br>Mentre è pensiero comune che sia gli anticorpi preformati che i de novo DSA siano implicati nella patogenesi di questo danno immunologico, alcuni autori sono invece discordanti sul ruolo che gli anticorpi anti-HLA non donatore specifici possano avere.<br>Lo scopo del nostro studio è stato proprio quello di andare ad analizzare, all&#39;interno della nostra popolazione, le diverse specificità anticorpali anti-HLA (donatore specifiche e non), le loro sottoclassi, e il loro impatto sull&#39;outcome del trapianto di rene.<br>Nello studio sono stati inclusi tutti i pazienti sottoposti a trapianto di rene da donatore deceduto da Gennaio 2008 a Giugno 2016 presso l&#39;Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana; i 180 pazienti esaminati sono stati suddivisi in tre gruppi a seconda del tipo di anticorpo sviluppato nel periodo post-trapianto (nessun anticorpo, anticorpi anti-HLA, DSA).<br>Si è visto che gli anticorpi che impattano maggiormente sull&#39;outcome dell&#39;organo trapiantato sono quelli donatore specifici (DSA), ma anche la presenza nel siero del ricevente di anticorpi anti-HLA non donatore specifici determina un maggior rischio di perdita del graft. Per questi anticorpi, definiti de novo anti-HLA, non siamo però riusciti a dimostrare un diverso impatto clinico delle due sottoclassi (quelle dirette contro gli antigeni di classe I e II rispettivamente) probabilmente a causa del basso numero di pazienti nella nostra popolazione. Al contrario, per i de novo DSA abbiamo confermato quanto riportato in letteratura: sembra infatti che questi anticorpi siano prevalentemente diretti contro gli antigeni di classe II, e che siano i maggior responsabili nella patogenesi della disfunzione cronica del graft.<br>A nostro avviso, diventa pertanto fondamentale, al fine di migliorare la sopravvivenza a lungo termine del trapianto, raggiungere una miglior comprensione dei processi in grado di innescare la risposta anticorpale, per poter mettere in atto strategie preventive e terapeutiche più appropriate. <br>
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