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Tesi etd-07192017-135330


Thesis type
Tesi di specializzazione (5 anni)
Author
MANGIONE, EMANUELA ANTONELLA
URN
etd-07192017-135330
Title
Trapianto di rene da cadavere: impatto delle caratteristiche demografiche e cliniche del donatore sull'outcome del ricevente
Struttura
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
NEFROLOGIA
Commissione
relatore Prof.ssa Egidi, Maria Francesca
Parole chiave
  • trapianto rene
  • donatore marginale
  • trapianto duplice
  • outcome ricevente
Data inizio appello
09/08/2017;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
09/08/2020
Riassunto analitico
Il divario fra il numero di pazienti in lista d&#39;attesa per un trapianto di rene e gli organi disponibili è in costante aumento, nonostante gli sforzi fatti in questi anni per aumentare il pool di donatori. L&#39;invecchiamento della popolazione generale causa un incremento degli ingressi e della permanenza in dialisi. In questo contesto diviene mandatorio l&#39;utilizzo degli expanded criteria donors (ECD), ma è altrettanto indispensabile una corretta allocazione degli organi (&#34;old for old&#34; e &#34;doppio trapianto&#34;), per assicurare risultati soddisfacenti in termini di sopravvivenza paziente, d&#39;organo e funzionalità renale. D&#39;altro canto l&#39;utilizzo di donatori anziani, ed anche molto anziani, può causare un incremento della &#34;discard rate&#34; dei medesimi, dovuto principalmente a comorbidità neoplastiche e vascolari.<br>Scopo dello studio è stato quello di analizzare retrospettivamente i 281 trapianti di rene consecutivi eseguiti presso il Centro Trapianti di Pisa tra gennaio 2005 e dicembre 2015, confrontandoli per fasce d’età del donatore (gruppo 1, 16-39 anni; gruppo 2, 40-49 anni; gruppo 3, 50-59 anni; gruppo 4, 60-69 anni; gruppo 5, 70-79 anni; gruppo 6, età superiore o uguale a 80 anni) e per allocazione in singolo o in doppio. E’ stata valutata, come outcome primario, la sopravvivenza a 10 anni del paziente e dell’organo. Obiettivi secondari: funzionalità renale a 1-3-5 e 7 anni; incidenza di primary non function, delay graft function e rigetto acuto; variabili del donatore e del ricevente impattanti sulla perdita del graft a breve e lungo termine; cause di kidney discard rate.<br>A 10 anni dal trapianto la sopravvivenza del paziente è risultata paragonabile in tutte le fasce d’età del donatore (gruppo 1, 100.0%; gruppo 2, 100.0%; gruppo 3, 92.9%; gruppo 4, 89.3%; gruppo 5, 90.3%; gruppo 6, 90.5%; p=0.18), mentre la sopravvivenza del graft (death censored) è significativamente inferiore se il donatore è molto anziano (gruppo 1, 93.9%; gruppo 2, 85.4%; gruppo 3, 96.4%; gruppo 4, 78.6%; gruppo 5, 81.9%; gruppo 6, 71.4%; p=0.03).<br>Come atteso, al confronto tra trapianto di rene singolo vs doppio, la sopravvivenza del rene allocato in singolo è risultata superiore per i riceventi di reni da donatori con età inferiore a 60 anni (sopravvivenza a 10 anni del 92.0% vs 75.0%, p=0.001). Tale differenza si annulla se i reni di donatori più anziani (età superiore o uguale a 60 anni) vengono allocati in doppio, confermando quanto descritto in letteratura sulla necessità di un’adeguata massa nefronica. Inoltre, i nostri dati dimostrano l’assenza di differenza significativa in termini di sopravvivenza paziente e organo qualora si paragonino reni singoli di donatori di età superiore o uguale a 60 anni con reni doppi della medesima età (a 10 anni sopravvivenza paziente 90.3% vs 89.6%, rispettivamente, p=0.92; sopravvivenza rene 75.0% vs 83.6%, rispettivamente, p=0.16), facendo emergere il ruolo essenziale della biopsia pre-trapianto per un’ottimale allocazione degli organi.<br>Non si sono riscontrate differenze significative sulla funzionalità renale a breve e lungo termine nelle diverse fasce d’età del donatore. I reni provenienti da donatori molto anziani, ultra ottantenni, sembrerebbero andare incontro a PNF in una percentuale maggiore di casi.<br>Il ritrapianto risulta essere il più importante fattore di rischio per la perdita dell’organo a 1 anno (OR=6.38, p=0.003), insieme all’età del donatore (OR=1.13, p=0.02) e del ricevente (OR=1.11, p=0.002). Nessuna delle altre variabili sembra invece incidere sulla sopravvivenza del graft a 7 anni.<br>Infine, la frequenza di donatori non utilizzati aumenta con l’età del donatore (44.7%, 65.8%, 89.7% nelle fasce d’età 60-69, 70-79 e &gt;80 anni, rispettivamente). La causa maggiore per il non utilizzo è rappresentata dalla non idoneità dei reni ed è proporzionale all’incremento dell’età.<br>In conclusione, dai nostri dati emerge una sopravvivenza dell’organo e del paziente eccellente, paragonabile in tutte le fasce d’età del donatore e anche in un follow-up a lungo termine. La discard rate è più elevata rispetto ai dati Europei nelle fasce d&#39;età più alte, ma accettabile se si tiene conto dei benefici che il trapianto ha portato in questi pazienti rispetto alla permanenza in dialisi, e dei risultati di sopravvivenza ottenuti tramite una corretta allocazione dell’organo in singolo o in doppio.<br>Per ridurre al massimo la discard rate nei donatori anziani e molto anziani, come gli ultra ottantenni, salvaguardando contemporaneamente un profilo accettabile di sicurezza per il ricevente, è altamente auspicabile un&#39;allocazione che preveda anche l&#39;opzione del doppio trapianto, sulla base di una decisione collegiale che tenga conto di criteri multipli (clinici, funzionali, morfologici ed istologici) e del contenimento dei tempi di ischemia fredda.<br>
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