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Tesi etd-07112018-174314


Thesis type
Tesi di specializzazione (5 anni)
Author
DESSALVI, SARA
URN
etd-07112018-174314
Title
Complicanze Linfatiche in Chirurgia Digestiva: dal caso clinico alle indicazioni diagnostiche e terapeutiche
Struttura
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
CHIRURGIA DELL'APPARATO DIGERENTE
Commissione
relatore Prof. Campisi, Corradino
relatore Prof. De Cian, Franco
Parole chiave
  • prevenzione
  • chirurgia digestiva
  • ascite chilosa
  • complicanze linfatiche
  • microchirurgia
Data inizio appello
08/08/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Le lesioni del condotto toracico possono derivare da diverse cause di tipo iatrogeno o di altra natura ostruttiva. Per quanto riguarda le cause chirurgiche, la lesione del dotto toracico è una complicanza rara di esofagectomia. L&#39;incidenza riportata dopo questo tipo di chirurgia varia tra lo 0,6% e il 9%. La morbilità di tipo linfatico non è molto frequente ma complica e ritarda l’inizio di una eventuale terapia adiuvante, comporta un aumento della durata dell’ospedalizzazione, delle spese sanitarie legate al ricovero del paziente e all’utilizzo dei presidi diagnostici necessari. Possono inoltre venirsi a verificare complicanze di tipo settico, immunologico, metabolico ecc, rischiando di compromettere il risultato dell’intervento stesso. <br>Le perdite chilose richiedono un intervento precoce, per questo motivo la diagnostica svolge un ruolo importante.<br>Linfangio-CT è il principale indagine diagnostica in grado di fornire le informazioni topografiche necessarie sul sito della perdita chiloso permettendo di eseguire approcci chirurgici e interventistici che dovrebbe essere riservati solo per i casi refrattari al trattamento conservativo.<br>Questo genere di disturbi viene inizialmente trattato con metodiche non operative: la combinazione di TPN, olio MCT e octreotide permette di ottenere la risoluzione della maggior parte dei casi.<br>Questi metodi conservativi consentono al paziente di raggiungere un buon equilibrio metabolico e una adeguata competenza immunologica.<br>Per i casi non responsivi, la laparoscopia e la toracoscopia possono essere utilizzate per trattare la malattia. Il trattamento chirurgico consiste nel detergere l&#39;area, rimuovere il tessuto fibrotico e chiudere la sede di perdita. Il gel piastrinico e la colla di fibrina (che è preferito in pazienti con anamnesi tumorale) favoriscono la corretta guarigione dei tessuti, evitando complicanze linfatiche e di riducendo il periodo di persistenza del drenaggio chirurgico.<br>Se la patologia recidiva, nonostante il trattamento chirurgico, è possibile utilizzare lo shunt peritoneo-venoso o eseguire una pleurodesi, (nei casi di chilotorace).<br>Nell’ottica di voler prevenire questo tipo di complicanze, le possibilità più comunemente attuabili nell’ambito di tali tipi di chirurgia sono l’individuazione di pazienti a rischio, che si basa essenzialmente su dati anamnestici e clinici. I pazienti a rischio sono pazienti affetti da obesità, diabete, patologie autoimmunitarie e pazienti che presentano una anamnesi positiva o esame obiettivo positivo per patologia circolatoria linfatica. In queste categorie di pazienti a rischio, si consiglia l’utilizzo combinato del pasto grasso sec. Servelle e del Blue Patent iniettato in sede sottoinguinale bilaterale. Queste procedure preventive, consentono di individuare durante l’intervento le strutture linfatiche e chilose, permettendone la preservazione o facilitandone la chiusura, in caso di lesione accidentale. Per la chiusura di tali strutture, è consigliabile infine utilizzare lacci in materiale non riassorbibile o clips metalliche invece che il coagulatore bipolare o gli ultimi devices sigillanti, più comunemente in uso, in quanto l’eventuale caduta dell’escara da questi prodotta, può accompagnarsi ad una complicanza tardiva.
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