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Tesi etd-07042013-110423


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
TOZZI, LEONARDO
URN
etd-07042013-110423
Title
Psicobiologia dell'ansia sociale: studio di risonanza magnetica funzionale dello stato di riposo cerebrale
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Pietrini, Pietro
Parole chiave
  • fMRI
  • default mode network
  • ansia sociale
  • indice di Hurst
  • risonanza magnetica funzionale
Data inizio appello
23/07/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Negli ultimi anni ha acquisito sempre più interesse lo studio dello stato di riposo cerebrale, ovverosia del segnale neuronale proprio dell’individuo sveglio e all’erta, ma non impegnato in alcuno sforzo cognitivo mirato. Si ritiene infatti che l&#39;attività rilevabile in questa condizione sia il risultato dell’interazione fra numerose reti cerebrali altamente organizzate e che sia in grado di influenzare in modo significativo le attivazioni specifiche rilevate durante i compiti finalizzati. È stato ipotizzato, inoltre, che tramite il suo studio si possano ottenere correlati funzionali misurabili di variabili psicometriche, monitorando la loro eventuale evoluzione fino alla patologia.<br>Nell&#39;ottica di una visione dimensionale della malattia mentale, l&#39;ansia sociale può essere facilmente intesa e misurata come una variabile continua in ogni individuo, estesa dalla semplice &#34;timidezza&#34; ai fenomeni di evitamento e panico in situazioni sociali propri della fobia sociale conclamata. Per questo motivo tale dimensione è stata oggetto di studio nella presente tesi, nella quale sono stati confrontati i punteggi sulla scala Liebowitz (LSAS) dell&#39;ansia sociale di 36 soggetti e due misure funzionali calcolate a partire dai loro dati acquisiti in stato di riposo tramite risonanza magnetica funzionale cerebrale: la connettività del Default Mode Network e l&#39;indice di Hurst.<br>Il Default Mode Network è un insieme di aree cerebrali attive e funzionalmente connesse in stato di riposo che riducono fortemente la loro scarica spontanea durante l&#39;attività finalizzata (Raichle et al 2001). Queste sono: corteccia cingolata posteriore/precuneo (PCC), corteccia prefrontale mediale (MPFC) e corteccia parietale mediale (MPC), laterale (LPC) e inferiore (IPC). Nel presente lavoro, lo studio del DMN ha reso possibile la valutazione dell&#39;integrità dei collegamenti funzionali fra aree diverse in individui con vari gradi di ansia sociale. <br>L&#39;indice di Hurst (H) è un indice frattale impiegato per descrivere l&#39;andamento del segnale emodinamico all&#39;interno delle singole aree cerebrali. Si tratta di un numero compreso fra 0 e 1 che descrive la tendenza relativa della serie temporale di regredire verso la sua media o di spostarsi in una direzione. In condizioni fisiologiche, gli indici di Hurst del segnale emodinamico cerebrale presentano solitamente un intervallo ristretto di valori \citep{Herman2009}. ${H}$ troppo discostati dalla norma potrebbero dunque rappresentare la presenza di una patologia o la progressione verso di essa.<br>La connettività del DMN con il resto del cervello e gli (H) di ogni voxel sono stati confrontati con i valori LSAS dei 36 soggetti tramite due procedure distinte. La prima è stata una regressione lineare fra gli indici funzionali di ogni partecipante e il loro punteggio di LSAS, la seconda è stata un confronto tramite t-test fra i 12 individui con LSAS &gt; 30 e 12 altri.<br>I risultati hanno indicato che un aumento di LSAS è correlato a una connettività funzionale ridotta fra insula e DMN a riposo. Questo potrebbe essere indice di uno stato di allarme in grado di sfuggire ai normali meccanismi di controllo dell&#39;attività cerebrale, generando una predisposizione a sviluppare ansia e preoccupazione con più facilità in risposta a stimoli sociali, come volti e sguardi, ed enterocettivi.<br>Fra i soggetti con LSAS &gt; 30 sono state inoltre ritrovate differenze significative della connettività del DMN con precuneo, PCC, IPL e insula. La sincronia minore fra le oscillazioni di queste aree e quelle del resto del DMN potrebbe portare questi individui ad assegnare una maggior quota di attenzione sia alle percezioni enterocettive che alle proprie elaborazioni cognitive egodistoniche (bias attenzionale).<br>Per quanto riguarda l&#39;indice di Hurst, è stata rilevata una correlazione positiva fra H e i punteggi sulla scala LSAS dei soggetti a livello di SPL e precuneo, aree coinvolte nei fenomeni attentivi e nell&#39;integrazione degli stimoli tattili e visivi (Shomstein et al 2012). L&#39;aumento di H in queste sedi potrebbe riflettere una loro maggiore &#34;rigidità&#34; nell&#39;adattarsi agli impulsi provenienti da altre aree corticali che potrebbe esitare in difficoltà per il paziente nel variare l&#39;allocazione della propria attenzione verso stimoli esterni in grado di smentire il suo giudizio riguardo alle proprie abilità sociali.<br>I risultati del presente studio forniscono una nuova base biologica a un&#39;osservazione che era stata già formulata in ambito psicologico, clinico e psicometrico: l&#39;ansia sociale si comporta come una dimensione estesa su un continuum che va dalla normale timidezza alla patologia. <br>Il fatto che questi risultati siano stati ottenuti a riposo, infine, potrebbe indicare che l&#39;ansia sociale è una dimensione di tratto in grado di modificare la predisposizione a valutare le percezioni in un modo piuttosto che in un altro e di influenzare le successive elaborazioni cognitive.<br><br>
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