Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica LC6
Titolo
Vantaggi del trattamento della diverticolite con polilisato batterico(colifagina) rispetto al trattamento con Rifaximina
Dipartimento
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Parole chiave
- colifagina
- Diverticolosi
- Divertiucolite
- polilisato batterico
- rifaximina
Data inizio appello
20/07/2010
Riassunto (Italiano)
La diverticolosi del colon è una condizione molto comune nei paesi industrializzati e la sua prevalenza aumenta con l’età, fino a superare il 60% nei pazienti ultraottantenni.
Il suo decorso è asintomatico nella maggior parte dei casi; tuttavia una certa quota di pazienti, stimata intorno al 15%, sviluppa sintomatologia a carico dell’apparato gastrointestinale: questa condizione viene definita malattia diverticolare non complicata, il cui sintomo principale è rappresentato dal dolore addominale, associato o meno alla presenza di altri disturbi quali gonfiore addominale e alterazioni dell’alvo .
Circa il 5 % dei pazienti con malattia diverticolare sviluppa un episodio di diverticolite acuta non complicata nella quale ai sintomi intestinali si associano i segni di infiammazione (febbre, leucocitosi). Solo una piccola percentuale di pazienti, in seguito all’episodio diverticolitico, sviluppa complicanze: ascessi, fistole, emorragie, stenosi (1-2).
Questo studio vuole confrontare l’efficacia di un lisato polibatterico purificato (Colifagina ®) versus Rifaximina nel trattamento dei pazienti con malattia diverticolare non complicata e nella prevenzione
della recidiva valutando la frequenza dei sintomi o il “Global Symptomatic Score” (GSS).
I pazienti verranno assegnati, in modo random, ad uno dei 2 gruppi:
Gruppo C: Lisato batterico (Colifagina ®) 2 cp/die per cicli di 7 giorni al mese.
Gruppo R: Rifaximina(Normix) 200 mg 2 cp x 2/die per cicli di 7 giorni al mese.
Ad ogni paziente oltre agli esami ematochimici verrà eseguito il dosaggio della Calprotectina fecale e somministrato un questionario anamnestico-sintomatologico, con valutazione dell’intensità dei sintomi all’arruolamento, a 3 e 6 mesi mesi (T0, T1 e T2).