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Tesi etd-07012008-164101


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
CHIAPPETTA, CATERINA
URN
etd-07012008-164101
Title
CANDIDA PARAPSILOSIS: CARATTERIZZAZIONE GENOTIPICA E FENOTIPICA DI UN PATOGENO OPPORTUNISTA EMERGENTE
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE E TECNOLOGIE BIOMOLECOLARI
Commissione
Relatore Tavanti, Arianna
Parole chiave
  • aflp
  • Candida
  • parapsilosis
  • biofilm
  • sap
Data inizio appello
21/07/2008;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
21/07/2048
Riassunto analitico
Candida albicans è la specie fungina più comunemente associata ad infezioni micotiche nell’uomo. Negli ultimi anni, però, la frequenza di isolamento di altre specie appartenenti al genere Candida è notevolmente aumentata e tra queste, Candida parapsilosis è divenuta oggi la seconda specie più comunemente isolata da emocolture in Europa, Canada ed in America Latina, e la terza negli Stati Uniti. In particolare, C. parapsilosis risulta frequentemente associata alle infezioni nosocomiali in unità di terapia intensiva neonatale ed in pazienti cateterizzati. Le infezioni nosocomiali sostenute da C. parapsilosis hanno grande rilevanza medica, dal momento che questa specie è comunemente isolata dalla cute umana ed è in grado di aderire a superfici plastiche di materiali protesici, quali cateteri intravascolari, grazie alla capacità di produrre una matrice extracellulare polisaccaridica (biofilm o slime), che avvolge e protegge le cellule del lievito. C. parapsilosis è stata ritenuta per lungo tempo una specie caratterizzata da una notevole variabilità genetica e distinta in 3 sottoguruppi. Attualmente, invece, in seguito agli studi che hanno condotto definizione di specie del gruppo II (Candida orthopsilosis) e del gruppo III (Candida metapsilosis), questo micete viene considerato come una specie caratterizzata da scarsa variabilità genetica. Tra queste tre specie, C. parapsilosis, che rimane la più frequentemente isolate da infezioni nosocomiali, è quella meglio adattata al commensalismo umano, come testimoniato dalla sua elevata frequenza di isolamento da campioni prelevati da svariate sedi anatomiche e dalla sua ampia diffusione in diverse aree geografiche. <br>L’obiettivo di questo lavoro di tesi è stato quello di studiare le caratteristiche genotipiche e fenotipiche di una collezione di ceppi di C. parapsilosis provenienti da aree geografiche diverse al fine di valutare se una fine tipizzazione molecolare potesse evidenziare un certo grado di variabilità genotipica in ceppi isolati da aree geografiche completamente diverse (ad es. Italia e Nuova Zelanda) a cui corrispondesse anche diversa espressione di fattori di virulenza. L’interesse per tale studio è motivato dal fatto che è di primaria importanza comprendere i) il contributo dei meccanismi di virulenza espressi dal fungo che includono, oltre alla produzione di biofilm, anche la secrezione di enzimi idrolitici (Sap, aspartil proteasi secretorie) e ii) la relazione esistente tra genotipo ed espressione di caratteri fenotipici<br>Tutti i ceppi in studio sono stati tipizzati mediante AFLP (Amplified Fragment Length Polymorphism), una metodica altamente riproducibile che consente sia di identificare le principali specie fungine che di valutarne la variabilità genotipica intra-specifica. La capacità di produrre biofilm è stata valutata nei ceppi in studio mediante analisi spettrofotometrica volta a quantificare la matrice polisaccaridica prodotta da C. parapsilosis sul fondo dei pozzetti di plastica di una piastra ELISA, dopo 24 ore di crescita in terreno contenente glucosio in eccesso (8%), mentre la capacità di produrre proteasi è stata stimata mediante un saggio qualitativo basato sulla semina dei ceppi di lievito su un terreno solido contenente siero albumina bovina come unica fonte di azoto e successiva valutazione della produzione di proteasi mediante visualizzazione di un alone di proteolisi. I risultati ottenuti hanno contribuito a meglio comprendere l’epidemiologia di questo patogeno opportunista emergente.<br>
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