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Tesi etd-06302015-093051


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
LAZZERI, FRANCESCO
URN
etd-06302015-093051
Title
Pratiche commerciali scorrette, tutela del consumatore e analisi comportamentale del diritto
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof.ssa Giardina, Francesca
Parole chiave
  • Pratiche commerciali sleali
  • psicologia cognitiva
  • Unione europea
  • analisi economica del diritto
  • behavioural law & economics
  • mercato interno
  • tutela del consumatore
  • diritto cognitivo
Data inizio appello
20/07/2015;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Conviene chiarire fin dal principio come individuare il nesso che collega i tre ambiti di studio richiamati nel titolo abbia rappresentato lo sforzo concettuale più significativo della ricerca.<br>Tuttavia, può essere interessante soffermarsi sul dato logicamente preliminare della scelta di accostarli a formare un oggetto di indagine tendenzialmente unitario: a livello di teoria generale, infatti, è sembrato un proposito stimolante per il giurista quello di sottoporre a verifica un determinato sistema normativo non tanto nel più tradizionale contesto di un mutamento della realtà sostanziale alla quale è destinato ad applicarsi, bensì in uno scenario di ripensamenti, modifiche o radicali rielaborazioni dei presupposti teorici sui quali poggia la disciplina vigente, per effetto dell’evoluzione interna ad altri settori scientifici. <br>Idealmente, l’itinerario mentale seguito muove proprio dagli studi di economia comportamentale e di psicologia cognitiva, i cui risultati empirici e teorici, ormai consolidati in letteratura, denunciano l’astrattezza del modello di agente proprio della teoria economica neoclassica, dimostrandone la ricorrente violazione di molti postulati. <br>Sul versante del diritto, si è privilegiata la dimensione consumeristica in forza dell’intuitiva affinità degli episodi di irrazionalità così individuati con il fenomeno al centro dell’intervento normativo, in particolare nella disciplina delle pratiche commerciali scorrette.<br>L’obiettivo perseguito di analizzare la coerenza della risposta dell’ordinamento dell’Unione europea ai problemi di disciplina derivanti dalle nuove conoscenze sui processi cognitivi e decisionali ha però imposto uno svolgimento del lavoro in senso contrario.<br>Stabilite le sfere concettuali rilevanti, infatti, si è ritenuto opportuno approfondire le componenti essenziali di ciascuna, onde enuclearne i punti di contatto e ottenere, in via di sintesi, una traduzione più esplicita ed articolata della questione circa il grado di compatibilità tra diritto vigente e scienze comportamentali. Il percorso intrapreso è il seguente. <br>In primo luogo, si analizzano i tratti salienti 2005/29/CE sulle pratiche commerciali scorrette al fine di delimitare i contorni dei concetti normativi che saranno impiegati come metro di confronto per le riflessioni successive: per la loro rilevanza sostanziale, maggiore attenzione viene dedicata alle nozioni di pratica commerciale e di decisione di natura commerciale, alla figura del consumatore medio e agli elementi costitutivi del sistema di valutazione della scorrettezza. <br>Il secondo luogo, un passaggio cruciale consiste nel risalire ai fondamenti economici della disciplina, i quali vengono individuati, sulla scorta dell’identificazione del bene giuridico tutelato, negli assiomi tipici della teoria neoclassica, di cui la direttiva mira a garantire il rispetto; coerentemente, la fattispecie di deviazione dal modello astratto colpita da divieto viene ravvisata nelle pratiche con cui le imprese producono un’alterazione della razionalità del consumatore pregiudicandone l’autenticità della scelta.<br>Il terzo e più denso momento di indagine riguarda, premesse alcune nozioni basilari di matrice comportamentale, il rapporto tra queste ultime e la disciplina in materia di pratiche scorrette, per come emergente a seguito dello ricostruzione della sua ratio e della sua portata prescrittiva. <br>Da un punto di vista metodologico, il tema è trattato mediante un inquadramento sistematico in quattro punti, i quali si rivelano altrettanti filoni per ricerche ulteriori, illuminando ciascuno un aspetto differente della medesima questione ma sempre trasversale ad essa. <br>Gli interrogativi affrontati riguardano: a) perché le scienze comportamentali sono rilevanti per la disciplina delle pratiche commerciali scorrette; b) se e come le relative nozioni sono effettivamente incorporate dal diritto positivo; c) come la disciplina attuale potrebbe venire interpretata alla luce di tali nozioni e in cosa potrebbe riceverne beneficio sul piano dell’efficacia; d) come i risultati sperimentali potrebbero tradursi in un approccio normativo organico e in linea con gli obiettivi dell’ordinamento.<br>A ciascuno di essi è fornita risposta diretta e coerente con i risultati raggiunti in altri momenti dello studio; per quanto concerne il quarto, invece, tralasciata la prospettiva de iure condendo, esso è sostituito da una breve riflessione sull’opportunità di leggere come problema di modelli alternativi la questione dei rapporti tra conoscenze scientifiche e regolazione giuridica. <br><br><br>
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