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Tesi etd-06292011-180511


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
ROSSI, MARTINA
URN
etd-06292011-180511
Title
Studio dei processi attuati per il controllo microbiologico di matrici farmaceutiche non sterili e valutazione di fasi analitiche non ancora verificate per garantire la qualita' dei prodotti
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE E TECNOLOGIE BIOMOLECOLARI
Supervisors
relatore Dott. Ceccanti, Stefano
relatore Prof.ssa Carducci, Annalaura
Parole chiave
  • TAMC
  • controllo microbiologico di matrici non sterili
  • Risk analysis
  • convalida
  • RPN
  • Risk Management
  • FMEA
Data inizio appello
21/07/2011;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
21/07/2051
Riassunto analitico
La presenza di alcuni microrganismi nei prodotti farmaceutici finiti può diminuire fino ad eliminare l’azione terapeutica del prodotto e può potenzialmente rappresentare un danno per la salute del consumatore e l’immagine dell’industria. Le aziende devono perciò assicurare una contaminazione microbica bassa ed esente da agenti patogeni a livello di prodotto finito, mediante l’ausilio di apposite analisi microbiologiche del farmaco. Data la variabilità delle forme farmaceutiche prodotte, i processi usati per tali analisi risultano specifici e diversi gli uni dagli altri, sia nella loro interpretazione dei risultati (intesa come quantità e qualità di microrganismi rinvenuti nel prodotto)che nella loro attuazione. Secondo la Farmacopea Europea, gli esami microbiologici di prodotti non sterili presentano fasi di: Processamento, Trasferimento in un mezzo di coltura, Incubazione e Interpretazione dei risultati, ed hanno come obiettivi la determinazione di due indici, quali TAMC
(total aerobic microbial count) e TYMC (total combined yeast/ moulds count) e la ricerca di
particolari microrganismi (E. coli, S. aureus,…). Affinché un prodotto possa essere immesso in
commercio i valori di suddetti indici devono rientrare entro limiti previsti. Una loro accurata
determinazione si rivela, perciò, di fondamentale importanza ed è così necessario che i processi
stessi di controllo microbiologico non interferiscano con il risultato, provocando una sottostima o sovrastima di contaminazione microbiologica del prodotto. Per incrementare sicurezza e affidabilità di tali test e assicurare così la qualità dei prodotti può essere attuata a priori una Analisi del Rischio
a livello del processo di analisi microbiologica. Essa ha lo scopo di valutare tutti gli aspetti che
potrebbero influire sulla valutazione del prodotto finito, identificando e caratterizzando i rischi ed eventualmente definendo le misure per ridurre ed accettare tali rischi e porre in atto strategie per il loro controllo. Inoltre consente di definire eventuali tecniche da standardizzare e validare, da applicare in maniera rigorosa per evitare artefatti tecnici che rendano il prodotto non conforme alle aspettative. La seguente tesi è stata articolata in modo da:
· Identificare fasi analitiche critiche del processo non ancora valutate od adeguatamente
gestite a partire da una Analisi del Rischio (RA) a priori dei processi di analisi microbiologica del farmaco.
· Creare delle procedure (se assenti) o verificare l’idoneità delle procedure vigenti per le fasi critiche identificate
L’Analisi del Rischio è stata condotta con la metodica FMEA (Failure Mode and Effects Analysis),
che ha mostrato come, mediante l’adozione di specifiche azioni correttive per alcune cause di
guasto, il rischio associato rientrasse nei limiti di accettabilità e ha indicato la necessità di valutare l’efficacia dei seguenti aspetti:
 Omogeneizzazione del campione mediante l’omogenizzatore Sterilmixer,
 Holding time (tempo di permanenza del campione nella soluzione diluente durante l’analisi).
 Produzione del terreno usato (TSA) per la determinazione della TAMC (verifica delle condizioni di fusione e raffreddamento).
 Filtrazione (verifica del tempo di impiego del vuoto e del volume di diluente usato per il risciacquo).
 Possibilità di recupero di E. coli vitale da campioni sottoposti a refrigerazione per tempi diversi (non normata né esclusa dalla Farmacopea) al fine di introdurre questa procedura nel controllo microbiologico per facilitare la gestione della ricerca del possibile contaminante E. coli, che ha tempi di isolamento piuttosto lunghi e che ad oggi deve essere cominciata non oltre tre giorni prima del termine della settimana
lavorativa.
Per la loro valutazione sono state effettuate delle prove di challenge microbiologica applicando il procedimento a campioni contaminati artificialmente e verificando il recupero dei microrganismi con il valore atteso ottenuto grazie ad un controllo di riferimento effettuato in parallelo.
I risultati ottenuti hanno permesso di stabilire che i parametri relativi allo Sterilmixer, alla
filtrazione su membrana e alla produzione del TSA non interferiscono col metodo di analisi. Invece,
per l’Holding time, i risultati hanno indicato che la permanenza in sospensione dei campioni
influenza, in alcuni casi, il recupero dei microrganismi contaminanti, evidenziando la necessità di modifica delle procedure operative usate. Infine i risultati riguardo la possibilità di recupero di E.coli hanno mostrato l’ininfluenza del trattamento di refrigerazione sulla vitalità di tale microrganismo, consentendo il suo recupero selettivo.
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