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Tesi etd-06262020-112425


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
ROVINI, ELEONORA
URN
etd-06262020-112425
Title
"Analisi dei parametri chimici e biologici in un suolo soggetto a pratiche di gestione conservativa: effetti sulle attività enzimatiche e sulla biodiversità funzionale"
Struttura
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
PRODUZIONI AGROALIMENTARI E GESTIONE DEGLI AGROECOSISTEMI
Supervisors
relatore Cardelli, Roberto
Parole chiave
  • attività biologica
  • attività enzimatica
  • biodiversità funzionale
  • agricoltura conservativa
  • cover crop
  • suolo
Data inizio appello
13/07/2020;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
13/07/2023
Riassunto analitico
Il suolo è una delle risorse ambientali più importanti per il mantenimento dell’equilibrio dell’interno ecosistema e per la conservazione del patrimonio naturale: dalla tutela delle acque alla salvaguardia della biodiversità, dagli effetti sulle dinamiche climatiche ad altri servizi ecosistemici, oltre a essere la fonte primaria delle nostre produzioni agricole. In agricoltura le cause principali di depauperamento del suolo risiedono nell'impiego di tecniche non più adeguate al territorio e nell'eccessiva dipendenza dei fattori produttivi da input esterni, che non guardano all’ottimizzazione degli equilibri dinamici intrinseci che regolano il mantenimento e lo sviluppo delle produzioni vegetali. Oggi i concetti che stanno alla base di una corretta gestione del suolo agricolo sono: il mantenimento della sostanza organica del terreno e la tutela della biodiversità pedologica. L’uso di tecniche conservative di gestione del terreno e l’utilizzo di cover crops all’interno dell’avvicendamento costituiscono le tecniche più adatte agli obiettivi di riduzione degli input e conservazione della risorsa. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di mettere in risalto i benefici che queste tecniche di gestione hanno sull’effettiva attività biologica e sulla biodiversità. L’analisi è stata effettuata su campioni prelevati sulla prova a long-term “Cover crops” (avviata nel 1993) situata nel Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi” dell'Università di Pisa, la quale mette a confronto pratiche di gestione convenzionale (CT) con pratiche low-input (LIS) di lavorazione, con la presenza di colture di copertura all’interno dell’avvicendamento. Tra le prove di campo sono state valutate le parcelle contenenti colture ad alto input di azoto (HNL) (Vicia velliutata Roth e TRifolium squarroso squarroso L) e i rispettivi controlli, nelle due diverse pratiche di gestione del terreno. Per la valutazione dell’attività biologica sono stati utilizzati parametri chimici e metabolici, oltre che enzimatici: contenuto in sostanza organica totale (TOC), valutazione dei nutrienti primari (azoto, fosforo e potassio), biomassa microbica, respirazione basale e cumulativa del terreno, quoziente metabolico e quoziente di mineralizzazione, al fine di calcolare l’indice sintetico di fertilità (IBF). Per le attività enzimatiche sono stati scelti come indicatori di attività biologica: l’idrolisi dell’FDA, l’attività deidrogensica, fosfatasica, arysolfatasica, e l’attività b-glucosidasica, che sembrano essere indicatori sensibili alle modalità di gestione del terreno. La biodiversità è stara osservata tramite la valutazione della biodiversità funzionale, utilizzando la tecnica del Biolog Ecoplate, calcolando la Richness ( R ) e l’indice di Shannon (H). I risultati ottenuti si sono mostrati in accordo con gli obiettivi di questo lavoro dimostrando che la tecnica low-input (LIS) è significativamente migliore rispetto alla convenzionale (CT) per tutti i parametri biologici e chimici analizzati, registrando un contenuto in sostanza organica superiore di oltre il 50% rispetto al convenzionale (CT), maggior contenuto in nutrienti oltre a ottenere una classe di punteggio IBF maggiore in tutti i casi analizzati. Anche l’attività enzimatica risulta significativamente maggiore, oltre alla biodiversità. Per quanto riguarda invece l’utilizzo di cover crops, nonostante queste incrementino in maniera significativa il contenuto in sostanza organica, la biomassa e gli altri parametri biologici osservati in entrambi i sistemi di gestione del terreno, non ha effetti significativi sull'attività enzimatica e inoltre dalla valutazione della biodiversità funzionale sembra di intuire una minore diversità di specie all’interno delle parcelle avvicendate con le colture HNL. In ogni caso comunque si osserva un incremento positivo nel lungo periodo della qualità del suolo per le pratiche di gestione conservativa portano effettivamente a un mantenimento della fertilità del suolo, e a miglioramento la sua attività biologica e la sua biodiversità.
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