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Tesi etd-06262019-104400


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
BIANCO, FEDERICA
URN
etd-06262019-104400
Title
La vigilanza sulle banche di credito cooperativo dopo la riforma del 2016
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Prof.ssa Passalacqua, Michela
Parole chiave
  • governance
  • riforma 2016
  • banche di credito cooperativo
  • vigilanza
Data inizio appello
12/07/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
L’accoglimento di Basilea III e l’attuale assetto regolamentare di vigilanza pongono in rilievo la centralità del patrimonio, come garanzia essenziale di una sana e prudente gestione, ed esigono dagli intermediari un rafforzamento dei requisiti per la gestione del rischio di credito e un’adeguata capacità di aumentare velocemente il capitale.
Le autorità europee hanno posto in primo piano l’importanza della qualità della governance bancaria e proprio l’avvento della crisi finanziaria ha comportato l’emersione di
notevoli carenze nel funzionamento e nella composizione degli organi sociali.
Alla luce delle esigenze del settore, le autorità hanno avvertito la necessità di una riforma strutturale che, tramite la realizzazione di processi di aggregazione e solidarietà patrimoniale tra gli istituti di credito, vada incontro al problema di scarsa patrimonializzazione riscontrato in un cospicuo numero di banche di credito cooperativo. L’emanazione del decreto-legge n. 18/2016, convertito nella Legge n. 49/2016, ha previsto l’obbligo di adesione ad un gruppo bancario cooperativo per gli istituti della categoria e l’adesione è considerata una condizione imprescindibile per continuare a svolgere la propria attività bancaria in forma di BCC.
A tal fine, si analizzeranno criticamente i cambiamenti cui è andato incontro il sistema del credito cooperativo e si esporranno le preoccupazioni circa la perdita di centralità del ruolo del socio e l’affievolimento del principio di democraticità connotante il modello cooperativo.
Il completamento del quadro normativo si è prodotto con l’emanazione delle “Disposizioni di vigilanza per le banche”, di cui alla circolare n. 285/2013 (il cui ultimo aggiornamento è del 5 marzo 2019), da parte dell’organismo di vigilanza nazionale il cui intento è recepire le indicazioni provenienti dagli organismi europei e contribuire alla razionalizzazione della normativa in materia di attività di vigilanza.
Si procederà ad un’analisi degli effetti della transizione dal vecchio modello di vigilanza bancaria, di stampo prettamente nazionale e avente come fine ultimo la tutela della stabilità, al modello concorrenziale di stampo europeo che ha comportato una modifica del contesto istituzionale in cui operano le banche.
Infine, si volgerà lo sguardo all'obbligatorietà della sottoposizione dei nuovi gruppi bancari cooperativi, rientranti nei parametri di significatività previsti dalla normativa europea, alla
vigilanza centralizzata della BCE la cui attività è talmente incisiva da poter comportare una notevole perdita di autonomia nell'attività di supervisione bancaria in capo a Banca d’Italia.
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