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Tesi etd-06262017-101210


Thesis type
Tesi di specializzazione (4 anni)
Author
DEVITO, ALESSANDRA
URN
etd-06262017-101210
Title
RUOLO DELL'IMMUNOCITOCHIMICA NELLA DIAGNOSTICA DEI VERSAMENTI
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
PATOLOGIA CLINICA E BIOCHIMICA CLINICA
Commissione
relatore Prof. Paolicchi, Aldo
relatore Prof.ssa Di Loreto, Carla
Parole chiave
  • effusioni neoplastiche
  • versamenti
  • immunocitochimica
  • citologia
Data inizio appello
14/07/2017;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La principale metodica ancillare impiegata nello studio delle effusioni neoplastiche è l’immunocitochimica. Tale tecnica gioca un ruolo importante nel riconoscimento del citotipo delle cellule in studio, in particolare nella differenziazione dell’epitelio dal mesotelio, nella tipizzazione del fenotipo delle cellule epiteliali e nella tipizzazione di neoplasie non epiteliali quali i linfomi, i melanomi ed i sarcomi, indirizzando in tal modo il patologo sull’origine del tumore. Questo aspetto risulta avere gran utilità soprattutto qualora il versamento sia la prima manifestazione clinica della neoplasia. <br>Il nostro studio è stato condotto su pazienti che presentavano un versamento cavitario a livello peritoneale, pleurico oppure pericardico. Per la fissazione dei campioni ricavati dai versamenti si è utilizzato il CYTORICH® Red Collection Fluid (Thermo Scientific Shandon), fissativo scelto per il trattamento dei liquidi di versamento in quanto garantisce l’ottima conservazione delle cellule, mantiene l’integrità di quest’ultime e permette di conservare il materiale per ulteriori studi ancillari. Nonostante l’uso del CytoRich come fissativo dei versamenti cavitari sia ormai consolidato, non sono presenti in letteratura indicazioni sulla reale utilità ed affidabilità in ambito diagnostico di tale miscela.<br>In linea con queste premesse, dopo aver validato l’applicazione delle metodiche immunocitochimiche sui versamenti fissati in CytoRich, si è potuto procedere con la rilevazione dei pannelli anticorpali da utilizzare nella diagnosi ed a individuare tra questi i marcatori con maggiore sensibilità e specificità per identificare linee cellulari (mesotelio ed epitelio) e verificare l’origine organo-specifica dei vari carcinomi nei versamenti neoplastici. <br>In particolare, sono stati utilizzati come marcatori mesoteliali la Podoplanina (D2-40), la Calretinina, il Wilm’s tumor-1 (WT-1) mentre come marcatori epiteliali sono stati impiegati l’Epithelial-Related Antigrn (MOC-31) e l’Antigene carcino-embrionale (CEA). Dato che il mesotelio può esprimere citocheratine presenti nell’epitelio e che la Citocheratina 7 (CK7) e la Citocheratina 20 (CK20) sono considerate marcatori organo-specifici di epitelio, e pertanto, molto usate nei pannelli di immunoistochimica, abbiamo valutato se questi due marcatori fossero espressi nelle cellule mesoteliali.
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