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Tesi etd-06242019-181522


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
CASSESE, GIORGIA
URN
etd-06242019-181522
Title
Il matrimonio egualitario nell’ordinamento francese
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Prof.ssa Sperti, Angioletta
Parole chiave
  • matrimonio egualitario
  • Francia
Data inizio appello
12/07/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
12/07/2089
Riassunto analitico
Attraverso tale elaborato viene analizzato sia dal punto di vista giuridico che sociale l’iter percorso dalla coppie omosessuali per l’accesso all’istituto del matrimonio in Francia, che si concluderà il 17 maggio 2013 con l’introduzione nell’ordinamento francese del cosiddetto matrimonio egualitario.
Viene illustrata anzitutto l’evoluzione della società e la progressiva accettazione dell’omosessualità, a cui si unisce la crescente rivendicazione dei diritti da parte delle coppie omosessuali.
Si passa infatti dalla depenalizzazione dell’omosessualità alla consacrazione della tutela dei diritti degli omosessuali nel codice penale francese e la pressoché concomitante introduzione della prima forma di convivenza accordata alle coppie same-sex: il patto civile di solidarietà (PACS).
Nonostante l’introduzione nell’ordinamento francese di tale forma di unione e le relative riforme, le persistenti differenze in tema di adozioni e di riconoscimento di taluni diritti riservati alle sole coppie sposate, incitano le coppie same-sex a rivendicare sempre di più l’accesso all’istituto del matrimonio.
Dopo innumerevoli dibattiti e pronunce sia della Corte di Cassazione che Conseil constitutionnel francese, nelle quali viene espressamente invocato l’intervento del legislatore, il matrimonio egualitario viene introdotto in Francia nel maggio del 2013 con riforma n.404.
Viene sottolineata la lunga e difficoltosa battaglia per il riconoscimento di tale diritto, osteggiata non solo della dottrina francese, secondo cui il matrimonio non potesse che rappresentare l’unione tra un uomo ed una donna, ma anche del popolo francese stesso, avverso soprattutto alla possibilità per le coppie omosessuali di adottare, colonna portante dell’opposizione. Al centro del dibattito non vi era infatti il riconoscimento del matrimonio per le coppie omosessuali in sé è per sé, bensì il diritto di adottare che da esso discende, ovvero l’adozione congiunta e l’adozione del figlio del coniuge, sino ad allora accordate unicamente alle coppie eterosessuali unitesi in matrimonio.
Diverse manifestazioni senza precedenti si susseguiranno contro il progetto di legge sul matrimonio egualitario e saranno fondamentalmente capeggiate dall’associazione Manif pour tous.
Alle opposizioni nelle piazze si aggiungeranno quelle dei sindaci francesi, contrari alla celebrazione di matrimoni omosessuali nel loro comune. Invocando il diritto all’obiezione di coscienza, i primi cittadini desideravano potersi rifiutare legalmente di unire in matrimonio una coppia formata da due uomini o due donne.
Le audizioni parlamentari dimostreranno tuttavia l’infondatezza delle pretese avanzate dagli oppositori della legge sul matrimonio egualitario e la legge entrerà in vigore il 17 maggio 2013, dopo il via libera del Conseil constitutionnel, che ne confermerà la legalità e la non contrarietà ai principi costituzionali francesi.
Le persistenti proteste dei sindaci indurranno il 13 luglio 2013 il Ministro degli Interni ad emanare una circolare, nella quale verrà ribadito l’obbligo per i sindaci, vice sindaci e ufficiali di stato civile di celebrare ogni tipo di matrimonio nel proprio comune. Anche il Conseil constitutionnel si pronuncerà in merito il 18 ottobre 2013. I giudici non accorderanno il diritto all’obiezione di coscienza ai primi cittadini per il buon funzionamento e neutralità del pubblico servizio in quanto rappresentanti dello Stato.
Viene trattata poi la questione dell’omogenitorialità, con particolar riferimento alle adozioni da parte del single, riconosciute già da tempo nell’ordinamento francese, e le adozioni del figlio del coniuge alla luce della giurisprudenza della Corte europea, nonché le adozioni congiunte.
Dopo aver esposto le novità introdotte dalla riforma in tema di adozioni, vengono analizzate le difficoltà pratiche affrontate dalle coppie omosessuali. Il matrimonio tra due persone dello stesso sesso viene infatti via via accettato dalla società, ma le adozioni da parte di una coppia omosessuale lo sono meno.
Si fa infine riferimento al vivo dibattito attualmente in corso in Francia sulla riforma della legge bioetica per l’accesso alla PMA (procreazione medicalmente assistita)per tutte le donne, dunque single e lesbiche.
L’elaborato si conclude trattando la delicata questione del riconoscimento della filiazione di un bambino nato a seguito della GPA (gestazione per altri) alla luce del mediatizzato caso Mennesson su cui la Corte EDU si è recentemente espressa dopo essere stata adita per la prima volta dalla Corte di Cassazione francese per il rilascio di un parere consultivo.
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