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Tesi etd-06212017-155936


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BUTI, LEONARDO
URN
etd-06212017-155936
Title
I dati climatici nella progettazione edile: sviluppi normativi e influenza sul comportamento termoigrometrico in regime stazionario e dinamico delle strutture opache di involucro
Struttura
INGEGNERIA CIVILE E INDUSTRIALE
Corso di studi
INGEGNERIA EDILE E DELLE COSTRUZIONI CIVILI
Supervisors
relatore Prof. Leccese, Francesco
relatore Ing. Salvadori, Giacomo
Parole chiave
  • dati climatici
  • comportamento termoigrometrico
  • regime dinamico
  • condensa interstiziale
  • WUFI
  • simulazioni
Data inizio appello
11/07/2017;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
Lo scopo del presente lavoro di Tesi è quello di trasmettere l'importanza che i dati climatici hanno assunto nelle prestazioni energetiche di un edificio. Nella progettazione di un "climate responsive buildings" è diventato ormai essenziale l'utilizzo di dati climatici, diventati sempre più dettagliati nel corso del tempo. Recentemente è cresciuta l'attenzione rivolta al tema del fabbisogno energetico degli edifici a causa del notevole aumento del costo dell'energia, delle maggiori condizioni di comfort richieste negli edifici e al sempre più attuale problema ambientale.
Attraverso un'analisi dei riferimenti normativi europei e nazionali si è ricostruita la legislazione riguardante il tema dei dati climatici e, tramite un confronto su alcuni parametri come temperatura dell'aria esterna, irradiazione solare etc., si sono analizzati i dati climatici italiani dalla prima raccolta "Dati climatici G. de Giorgio", che ha un periodo di osservazione dal 1951 al 1970, all'ultima norma emanata su tale tema, la UNI 10349/2016 "Riscaldamento e raffrescamento degli edifici - Dati climatici".
Si è proseguito con un approfondimento sul fenomeno della condensa interstiziale poiché questo risulta attualmente al centro di numerosi contenziosi che riguardano l'edilizia. Si è analizzata la presenza di tale fenomeno tramite due simulazioni: una in regime stazionario secondo la UNI EN ISO 13788/2013 mediante il software PAN, elaborato e diffuso dall'ANIT, e una in regime dinamico secondo le linee guida fornite dalla EN 15026/2007 con l'utilizzo del software WUFI del Fraunhofer. Terminate le analisi, realizzate con i due differenti approcci al tema, tramite gli output dei software si sono analizzati i dati che evidenziano come l'analisi in regime dinamico, considerando molti più fattori rispetto a quelli contemplati in regime stazionario, sia più realistica. Tale conclusione si può trarre dal fatto che per le medesime pareti analizzate nelle solite condizioni climatiche si ottiene che l'analisi in regime stazionario evidenzia la formazione di condensa mentre l'analisi in regime dinamico esclude il fenomeno della condensa interstiziale. Tale risultato è confermato anche da alcuni riferimenti in letteratura dove il monitoraggio della parete messa in opera conferma il responso dell'analisi in regime dinamico che, anche in questo caso, non prevedeva la formazione di condensa, in disaccordo con quella in regime stazionario che ipotizzava la formazione di condensa all'interno della parete.
Oltre a fornire interessanti risultati per quanto riguarda l'aspetto termoigrometrico, il lavoro di Tesi ha evidenziato quanto il dato climatico sia essenziale in tutti gli aspetti della progettazione edilizia, compreso quello termoigrometrico; infatti, nel caso in oggetto, la non completezza dei dati climatici e la conseguente impossibilità di realizzare l'analisi in regime dinamico avrebbe portato alla realizzazione di lavori di cui probabilmente non ne esiste l'effettiva necessità.