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Tesi etd-06202006-102214


Thesis type
Tesi di dottorato di ricerca
Author
Meucci, Valentina
email address
valentina.meucci@libero.it
URN
etd-06202006-102214
Title
Biomarkers di esposizione a xenoestrogeni in specie ittiche
Settore scientifico disciplinare
VET/07
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Commissione
relatore Prof. Intorre, Luigi
relatore Prof. Mengozzi, Grazia
Parole chiave
  • salmone
  • RT-PCR
  • interferenti endocrini
  • ELISA
  • biomarkers
  • spigola
  • vitellogenina
Data inizio appello
26/05/2006;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
26/05/2046
Riassunto analitico
Numerosi studi hanno evidenziato l’esistenza di un ampio gruppo di sostanze che, mimando l’effetto degli ormoni endogeni, possono interferire con le funzioni endocrine. Tra queste sostanze figurano gli estrogeni ambientali, o xenoestrogeni, composti molto diffusi in diversi ambienti come conseguenza di numerose attività antropiche. Modificazioni del sistema endocrino correlate con la riproduzione e con il differenziamento sessuale producono gravi alterazioni negli equilibri naturali, infatti, gli interferenti endocrini sono considerati buoni candidati per spiegare il declino di popolazioni naturali di pesci ed anfibi. Nello studio dei possibili effetti degli interferenti endocrini una priorità è senza dubbio l’identificazione di biomarkers. I biomarkers nel monitoraggio ambientale sono importanti ed utili strumenti per analizzare lo stato di “salute” di un ecosistema. Negli anni sono stati sviluppati e utilizzati vari biomarkers, con particolare interesse verso quelli indicanti l’esposizione ad inquinanti xenoestrogeni. Nelle specie ovipare, come i pesci, questi biomarkers sono rappresentati dalla concentrazione plasmatica degli ormoni steroidei, da alterazioni dei caratteri sessuali secondari, da un alterato rapporto maschi femmine e dall’induzione della VTG e delle Zrp nel plasma. In questa tesi sono presentati i risultati ottenuti in studi sperimentali in due specie di teleostei la spigola (Dicentrarchus labrax) e il salmone (Salmo salar). Questo lavoro, svolto mediante tecniche immunochimiche (Western blot, ELISA) e molecolari (real time RT-PCR), ha consentito di valutare le risposte biologiche indotte dall’ormone naturale E2 e da una sostanza estrogeno simile comunemente presente nell’ambiente come il NP. L’effetto è stato analizzato attraverso l’uso di biomarkers classici per i composti estrogeno-simili come la VTG e le Zrp. In questo studio sono stati anche valutati quali nuovi potenziali biomarkers, i due isotipi di ER e dell’aromatasi la cui espressione è modulata da inquinanti estrogeno-simili. È stato infine valutato un nuovo meccanismo d’azione di inquinanti ambientali ad attività estrogenica come il NP, che ha mostrato di modulare gli enzimi di biotrasformazione CYP1A1 e CYP3A attraverso rispettivamente il legame con i PXR e gli AhR. In conclusione i presenti risultati indicano che nello studio dei biomarkers di esposizione ad interferenti endocrini ad attività estrogenica in specie ittiche, l’induzione dei livelli di mRNA e proteici della VTG e delle Zrp sono importanti e confermati fattori per la valutazione dell’avvenuta esposizione ad un dato xenoestrogeno anche per esposizione in acqua a concentrazioni riscontrabili ambientalmente. Inoltre è stato osservato che i livelli di VTG e Zrp nel muco superficiale possono essere usati come biomarker di esposizione di tipo non invasivo al fine di ridurre l’impatto su specie acquatiche protette o in via di estinzione. La presente tesi ha portato anche alla valutazione di nuovi biomarkers di esposizione di tipo genomico in particolare i livelli di mRNA del ERα nel fegato e di AromatasiB nel cervello potrebbero essere usati a tale scopo in alternativa e/o in aggiunta a i sopracitati biomarkers.
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