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Tesi etd-06192013-134226


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
GIANI, IRENE
URN
etd-06192013-134226
Title
Detenuti e (anche) clandestini: quali prospettive di rieducazione?
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Bresciani, Luca
Parole chiave
  • rieducazione
  • espulsione
  • Stranieri detenuti
Data inizio appello
08/07/2013;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
08/07/2053
Riassunto analitico
Il lavoro affronta la delicata questione del trattamento rieducativo nei <br>confronti dei detenuti clandestini o irregolari, soggetti ad un provvedimento <br>di espulsione da eseguirsi in esito alla vicenda esecutiva. Dopo un focus sulla <br>situazione odierna che vede lo straniero un cliente privilegiato dei nostri <br>penitenziari e in seguito ad un’analisi dei fattori che concorrono a <br>determinarla, si passa ad analizzare la disciplina sull’espulsione contenuta <br>nel t.u. sull’immigrazione. In particolare ci si sofferma sulla previsione di <br>cui all’art. 16 comma 5 t.u. che da subito ha posto seri interrogativi di <br>compatibilità con l’art. 27 comma 3 Cost., peraltro respinti dalla Consulta nel <br>2004. Nel capitolo terzo ci si chiede, quindi, in che termini si possa parlare <br>di risocializzazione per i detenuti stranieri: quali i valori che devono <br>orientare il trattamento rieducativo? Quali gli effetti dell’espulsione sul’<br>opera di risocializzazione? Quali gli strumenti che, a livello di cooperazione <br>internazionale, possono o potrebbero contribuire ad una rieducazione <br>effettivamente praticabile? Il problema è rilevante, anche perché la Consulta, <br>con sentenza n. 78 del 2007 (che si pone su un piano di sostanziale <br>incompatibilità con l’ordinanza n. 226 del 2004), intervenendo a risolvere la <br>vexata quaestio in ordine alla fruibilità delle misure alternative alla <br>detenzione nei confronti di clandestini o irregolari, ha affermato l’esistenza <br>di un vero e proprio diritto fondamentale alla rieducazione che non può essere <br>mai totalmente compromesso in ragione di altre finalità pur ritenute <br>rilevanti. <br>Ma anche ammesso che la rieducazione in punto di esecuzione penale vada <br>astrattamente garantita anche agli stranieri da espellere, quali sono gli <br>strumenti attraverso i quali renderla effettiva? La legge di ordinamento <br>penitenziario si rivela, in questo senso, insufficiente, rispetto alle <br>specifiche esigenze dei detenuti non italiani.
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