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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06182024-172529


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
PETRI, MICHELE
URN
etd-06182024-172529
Titolo
Giustizia penale internazionale e sovranità: relazioni e dissociazioni tra giurisdizioni statali e della ICC
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Prof. Vallini, Antonio
relatore Dott.ssa Cantisani, Claudia
Parole chiave
  • Codice dei crimini internazionali
  • Complementarità
  • Diritto penale internazionale
  • Giurisdizione
  • ICC
  • Sovranità
Data inizio appello
15/07/2024
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
15/07/2027
Riassunto
Il presente lavoro di tesi si occupa di analizzare i rapporti problematici intercorrenti tra una gelosa custodia della propria sovranità punitiva da parte degli Stati e l'affermazione di una giustizia penale internazionale effettiva e capace di raggiungere i propri obiettivi.
Nel primo capitolo, dopo aver cercato di ricostruire la nozione storico-filosofica della sovranità, si ripercorreranno le più importanti tappe della nascita e sviluppo del diritto penale internazionale alla luce delle tensioni tra l'esigenza di una repressione efficace del crimine internazionale e gli interessi sovrani degli Stati.
Nel secondo capitolo, ci si occuperà dell'ultima tappa del quadro storico così descritto rappresentato dall'avvento della prima corte penale internazionale a carattere permanente: l'ICC. In relazione ad essa, in quanto più importante espressione del compromesso tra sovranità e giustizia penale internazionale, prenderemo in considerazione il rapporto tra la giurisdizione della Corte e le giurisdizioni nazionali così come delineate dal principio di complementarità che riconosce precedenza agli ordinamenti nazionali nel perseguire i crimini rientranti nella sua giurisdizione a meno che essi non si rivelino incapaci o privi della volontà di farlo. A tale fine, daremo conto della dottrina e della giurisprudenza più importante sul test di ammissibilità e, quindi, sui criteri di valutazione delle situazioni di inability e unwillingness.
Nel terzo capitolo, i concetti così descritti saranno applicati all'ordinamento italiano che non ha ancora adottato alcuna disciplina di adeguamento allo Statuto di Roma. In particolare, prenderemo in considerazione le principali criticità derivanti dal perseguimento dei crimini internazionali alla stregua di reati ordinari in relazione ad un possibile intervento sostitutivo della Corte dell'Aja.
Il capitolo si chiuderà così con un'analisi delle possibili soluzioni che il recente progetto di Codice dei crimini internazionali, elaborato dalla Commissione Palazzo-Pocar nel 2022, sarebbe in grado di offrire ove il legislatore decidesse di approvarlo.
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