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Tesi etd-06172020-224241


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
ROSSI, CHIARA
URN
etd-06172020-224241
Title
Ut pictura poesis: l'eco dell'ekphrasis nella poesia angloamericana del XX secolo
Struttura
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
LETTERATURE E FILOLOGIE EURO - AMERICANE
Supervisors
relatore Ciompi, Fausto
Parole chiave
  • Ekphrasis
  • W.B. Yeats
  • Imagismo
  • T.S. Eliot
  • W.H. Auden
  • D.Thomas
  • J. Ashbery
  • W.C. Williams
  • P. Larkin
Data inizio appello
13/07/2020;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
La tesi analizza vari esempi di “poesia visiva” nel XX secolo. Mettendo in evidenza punti di continuità e cesure con la secolare tradizione ecfrastica, l’elaborato tenta di suggerire una possibile linea evolutiva del genere: da strumento “riproduttivo”, finalizzato alla traduzione intersemiotica, a “strumento produttivo”, autosufficiente e autoriflessivo.
Il primo capitolo riassume brevemente il dibattito secolare generato dal principio oraziano di “ut pictura poesis” e prosegue con un excursus sull’evoluzione dell’ekphrasis dalle origini all’800. Da un lato, si mantiene un focus orientato alla poesia inglese, dall'altro, in parallelo, vengono focalizzati aspetti significativi delle corpose produzioni teoriche sull’argomento.
I capitoli II e III esplorano l’evoluzione della “poesia visiva” nel corso del XX secolo. All’analisi di veri e propri componimenti ecfrastici – “Musée de Beaux Arts” di Auden, “Self Portrait in a Convex Mirror” di Ashbery, per citarne alcuni- si abbina l’esplorazione di componimenti che applicano “tecniche pittoriche” all’arte verbale (W.C. Williams), che utilizzano l’immagine come veicolo ed essenza dei concetti presentati (l’Imagismo, D. Thomas), o che utilizzano il grande tema dell’arte come presupposto e punto di partenza per riflessioni esistenziali (Yeats, Eliot). Dalle analisi emerge che, sebbene la poesia ecfrastica contemporanea presenti molti aspetti “tradizionali”, essa pone un’enfasi più forte sulla propria autosufficienza come “oggetto d’arte”, indipendentemente dall’opera visiva a cui fa riferimento.

The thesis introduces different examples of “visual poetry” in the anglo-american literature of the 20th century. By highlighting continuities and discontinuities in the development of ekphrastic tradition, it tries to suggest a possible evolution of the poetic genre: from a “reproductive” tool, aimed at some kind of intersemiotic translation, to a “productive” instrument, self-sufficient and self-reflective.
The first chapter briefly discusses the long-lasting debate generated by the oratian principle of “ut pictura poesis” and proceeds with an excursus on the development of ekphrasis from the origins to the 19th century. On the one hand, it keeps an eye on English poetry, on the other, it focuses on the most significant aspects of the theory.
The second and the third chapters discuss the evolution of “visual poetry” along the 20th century. The analysis of some ekphrastic poetry – Auden’s “Musée de Beaux Art” , Ashbery’s “Self-Portrait in a Convex Mirror”, to name a few-is combined with the exploration of poems that apply pictorial techniques to verbal art (W.C. Williams), that use images to convey concepts (Imagism, D.Thomas), or employ the general theme of art as a starting point for existential reflection (Yeats, Eliot). Analysis shows that , though contemporary ekphrastic poetry retains some traditional aspects, it puts a special enfasis on its self-sufficiency as an art object, regardless of the visual work of art it refers to.


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