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Tesi etd-06162014-092118


Thesis type
Tesi di specializzazione (5 anni)
Author
DOMENICI, CHIARA
URN
etd-06162014-092118
Title
Strategie terapeutiche alternative nella talassemia: resveratrolo come induttore di HbF in un gruppo di pazienti affetti da beta-talassemia major
Struttura
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
PEDIATRIA
Commissione
relatore Prof. Saggese, Giuseppe
relatore Dott. Favre, Claudio
Parole chiave
  • talassemia
  • resveratrolo
  • induzione HbF
Data inizio appello
07/07/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Le talassemie rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie ad eredità autosomica recessiva causate da mutazioni genetiche a carico dei geni codificanti per le catene globiniche. I trattamenti convenzionali applicati ai soggetti talassemici, emotrasfusioni periodiche, terapia chelante, eventuale splenectomia, hanno spesso un effetto transitorio a scapito di un certo grado di tossicità sistemica. E’ pertanto necessario sperimentare nuove strategie terapeutiche. Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo di tecnologie sempre più complesse, sono state studiate possibili terapie alternative basate sulla modulazione dell’espressione di specifici geni bersaglio, anche nell’ambito della β-talassemia. La patogenesi della malattia è infatti riconducibile alla assenza o riduzione dell’emoglobina adulta (HbA) e all’eccesso di catene α, normalmente sintetizzate all’interno degli eritrociti. La precipitazione di queste ultime danneggia il globulo rosso che viene distrutto precocemente sia all’interno del midollo (eritropoiesi inefficace) sia in periferia, a livello splenico. Il fenotipo talassemico può essere migliorato in modo significativo attraverso l’aumento della sintesi di qualsiasi catena globinica non-α. A questo scopo, sono numerosi gli studi in ambito di terapia genica volti ad incrementare l’espressione dei geni globinici β tramite la loro introduzione nei globuli rossi patologici attraverso vettori virali. Una strategia terapeutica alternativa è rappresentata dall’induzione dell’emoglobina fetale volta ad aumentare l’espressione dei geni globinici γ. E’ ormai noto, infatti, come i pazienti talassemici portatori di un fenotipo HPFH (Hereditary Persistent of Fetal Hemoglobin) presentino un decorso clinico più lieve: in questi soggetti gli elevati livelli di HbF riescono a sopperire alla mancanza o carenza di HbA. Varie sono le molecole testate a questo scopo: butirrati, 5-azacitidina, idrossiurea, eritropoietina. Sono tuttavia necessari nuovi trials clinici volti ad individuare composti in grado di aumentare efficacemente l’espressione di emoglobina fetale con minima tossicità. <br>Il resveratrolo, uno stilbene di origine vegetale, possiede numerose proprietà biologiche: antiaggregante piastrinica, antinfiammatoria, antiossidante, antitumorale, neuroprotettiva, cardioprotettiva, ipocolesterolemizzante. Inoltre vari studi hanno dimostrato come questo composto naturale sia in grado di indurre l’emoglobina fetale attivando l’espressione dei geni γ-globinici. <br>In collaborazione con il gruppo di ricerca del Prof. Gambari (Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare, Università di Ferrara), sono stati selezionati cinque pazienti affetti da β-talassemia major, afferenti alla UO di Oncoematologia Pediatrica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. I pazienti, uno volta firmato il consenso alla partecipazione al trial clinico, hanno assunto quotidianamente resveratrolo (una compressa/die di Transmax BIOTIVA 500 mg). Gli effetti di tale terapia sono stati quindi monitorati attraverso l’esecuzione di prelievi ematici (20-25 mL di sangue) eseguiti ogni 20 giorni durante il trattamento (90 giorni) e ad un mese dalla sospensione di esso. Dal sangue periferico di ogni paziente sono stati quindi isolati e messi in coltura i precursori eritroidi da cui è stato estratto l’RNA utilizzato per eseguire esperimenti di RT-PCR mediante cui è stato valutato l’andamento temporale dell’espressione dei geni per le globine durante il trattamento. L’analisi HPLC dei lisati cellulari ha permesso inoltre di quantificare in percentuale l’emoglobina fetale contenuta nelle cellule, evidenziando l’eventuale incremento associato alla terapia.<br>
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