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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06122014-081903


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GRECO, MARIA
URN
etd-06122014-081903
Titolo
La Satira politica in un sistema mediale ibrido: una nuova cultura partecipativa
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Relatori
controrelatore Ampola, Massimo
relatore Dott.ssa Bracciale, Roberta
Parole chiave
  • satira
  • sistema ibrido mediale
Data inizio appello
01/07/2014
Consultabilità
Completa
Riassunto
L’esplosione della televisione privata avvenuta nei primi anni’80 ha ridisegnato il rapporto tra politica e media, permettendo una rapida mediatizzazione del panorama politico e delle modalità comunicative delle istituzioni, leader, partiti e candidati. È così che l’Italia ha iniziato l’iter di popolarizzazione della politica; nel prima parte del mio lavoro mi occuperò di tracciare le linea guida del processo di popolarizzazione della politica, definita da Ilvio Diamanti come ‹‹la trasformazione del sistema politico e della comunicazione politica verso forme di spettacolarizzazione e personalizzazione, di cui i media sono i motori, ma di cui i politici sono attori entusiasti›› (2009, p. 7). Con la personalizzazione il politico si è adeguato ai registri comunicativi dei mass media per la visibilità, l’azione, il look, l’immagine in modo da generare una rivalità non più tra politici ma tra personaggi, mentre con la spettacolarizzazione si assiste all’affermazione della logica della politica-spettacolo in cui il politico è alla ricerca di luoghi gratificanti in termini di audience e di popolarità, come talk show di intrattenimento e alla cura della propria immagine; fatti e personaggi, storie e parole, che appartengono al territorio della politica, diventano grazie ai media realtà familiari, oggetti di curiosità e interesse, argomenti di discussione, fonti anche di divertimento. Tale mediatizzazione della politica può essere spiegata attraverso tre neologismi, infotainment, ossia quando l’informazione vuole intrattenere, essere piacevole e quando i programmi di intrattenimento si interessano a fatti e personaggi della politica, le soft news che fanno riferimento a notizie raccontate in modo sensazionalistico e sottoforma di pettegolezzo e infine il politainment, forma nuova di comunicazione politica che sottolinea l’unione della politica e dell’ intrattenimento che sfocia in spettacolarizzazione dell’informazione, presentandosi con due sfumature di significato, ossia politica divertente e intrattenimento politico. Personalizzazione e spettacolarizzazione della politica da un lato e soft news, infotainment, politaiment dall’altro, hanno favorito lo sviluppo della satira, tanto sui giornali, quanto in Tv e attualmente soprattutto sul Web; nella seconda parte del mio lavoro mi dedicherò proprio alla satira politica, al suo scopo e ai suoi linguaggi e come essa conviva tra nuovi e vecchi media attraverso un continuo remix di contenuti che va dalla televisione al Web e dal Web alla televisione, dando vita ad una nuova forma di cultura partecipativa. Nell’ultima parte del mia indagine svolgerò un’ analisi empirica dello show televisivo satirico "Gazebo", che racconta in chiave ironica le vicende politiche italiane e in cui si assiste all’ibridazione dei media, dove il flusso informativo nasce in un contesto (es. i socialnetwork), in questo caso la piattaforma Twitter , per poi svilupparsi in un altro, la televisione, ed essere un
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occasione di dibattito pubblico, di scoperta di nuova informazione, di scambi di battute satiriche etc, in cui i protagonisti oltre ad essere i politici, che scrivono costantemente sui social network, una nuova frontiera di cui non riescono più a farne a meno, diventano anche gli utenti, autori di commenti ironici sul web ai danni dei politici. La mia indagine e analisi ha l’obiettivo di constatare se effettivamente la satira politica, alimentata dalla trasformazione della comunicazione politica in "chiave pop", possa essere considerata una nuova forma di partecipazione politica e possa essere un’occasione di democraticità in un sistema ibrido mediale.
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