La ricerca si concentra sulla figura di Zaccaria Ferreri (1479-1524) - ecclesiastico, riformatore e nunzio apostolico. Attraverso un'analisi approfondita della sua produzione umanistica è stato possibile rivedere alcune tesi storiografiche consolidate e illuminare uno spaccato del primo XVI secolo che mancava di un complessivo inquadramento critico. Di quei decenni Ferreri attraversò alcuni degli eventi più significativi: fu tra i principali animatori del Concilio di Pisa-Milano (1511-1512), ottenne successivamente il perdono da parte di Leone X e la riammissione presso la corte pontificia, fin quando nel 1518 assunse l'incarico di nunzio apostolico nella Polonia-Lituania di Sigismondo I, attività che gli permise di tastare la diffusione delle idee riformate nell'Europa dell'est. La tesi discute questi snodi della cultura e della politica rinascimentali sostenendo la necessità di porre al centro dell'analisi le forti tensioni profetiche da cui erano avvolti e di utilizzare come chiave di lettura le aspettative di rinnovamento che traspaiono dall'opera dell'ecclesiastico vicentino.