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Tesi etd-06092012-175348


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
PICCINNO, ANTONIO FRANCESCO
URN
etd-06092012-175348
Title
CONTROLLO BIOLOGICO DELLA Parietaria officinalis L., SPECIE ALLERGENICA DELL' ECOSISTEMA URBANO
Struttura
AGRARIA
Corso di studi
PRODUZIONI AGROALIMENTARI E GESTIONE DEGLI AGROECOSISTEMI
Supervisors
relatore Dott. Benvenuti, Stefano
Parole chiave
  • Controllo biologico
Data inizio appello
09/07/2012;
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
09/07/2052
Riassunto analitico
Gli studi inerenti le diversità vegetali rientrano in uno dei filoni di ricerca di maggiore attualità, in quanto direttamente collegati con tutte le scelte gestionali e politiche dell’uomo nei confronti dell’ambiente in cui vive, alle problematiche della conservazione della natura ed allo sfruttamento delle risorse. A riguardo la città è l’ambiente antropogeno per antonomasia, dove l’ ingegno dell’ uomo ha trovato le maggiori applicazioni. In tal contesto la definizione di malerba diventa scontata, ovvero: pianta situata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
La flora urbica gioca diversi ruoli nella funzionalità di una città: crea problemi di intralcio fisico nello svolgimento della caotica vita urbana, contribuisce al biodeterioramento dei monumenti, può arrecare gravi allergie alla popolazione in seguito al veicolo del polline di particolari specie tra cui la Parietaria spp. oppure può anche concorrere a creare un ambiente più accettabile e confortevole.
Le allergie sono affezioni che nei paesi occidentali affliggono circa il 25% della popolazione. Sono dovute ad una anomala reattività del sistema immunitario verso sostanze esterne (pollini, acari, epiteli animali, cibi, farmaci e veleno di insetti) che in genere sono innocue per i soggetti normali.
La gran parte delle allergie sono da attribuire ai pollini di piante erbacee (Graminaceae, Urticaceae, Asteraceae ecc.) o alberi (Betulla, Olivo, Cipresso ecc.) ed il termine pollinosi indica proprio tali forme allergiche. Le stime indicano che nel nostro paese quasi il 10% della popolazione ne sia affetto. Curiosità è il fatto che il dato sia riferito soprattutto alla popolazione che vive nell’ ambiente urbano.
Il quadro clinico sostenuto dalla sensibilizzazione al polline di Parietaria è simile a quello legato ad altri pollini con la comparsa periodica, correlata con la presenza degli allergeni (pollini) coinvolti nel territorio di riferimento (stagionalità). Sono implicate principalmente le mucose respiratorie ed oculari con la comparsa di sintomatologie varie a carico: del naso (ostruzione nasale, starnuti, prurito e rinorrea acquosa), dell’occhio (prurito, lacrimazione e fotofobia) e dei bronchi (tosse stizzosa, asma e sensazione di costrizione toracica). L’asma è il sintomo tipico del soggetto allergico al polline di Parietaria perché: le dimensioni dei granuli pollinici consentono una più facile penetrazione degli stessi nelle vie aeree di medio carico, il meccanismo di lancio del polline ne favorisce l’incontro col soggetto allergico ed infine le impurità presenti sul granulo (peli ed impurità silicee) favoriscono i fenomeni irritativi a carico delle mucose.
E’ per questi motivi che nell’ambiente urbano si rendono necessari periodici interventi contro tali piante ed in particolare contro la Parietaria; questi si realizzano tramite approcci di tipo meccanico o chimico.
Il seguente lavoro è stato compiuto per testare l’efficacia dell’aceto come erbicida naturale e possibile sostituto del ben più famoso e convenzionale Gliphosate. Infatti per i test è stato impiegato uno strumento chiamato Mini Mantra Plus, appositamente progettato per la distribuzione del Gliphosate puro nell’ ambiente urbano.
La sperimentazione è stata condotta sia in serra che sulle mura di antichi edifici Pisani, questa ha confermato il potere erbicida dell’acido acetico soprattutto se miscelato a tensioattivi naturali (saponine stratte da Saponaria officinalis L.). Il prodotto è interessante sotto molti punti di vista sopratutto in termini di rapidità ed efficacia di azione sulle giovani piantine.
La ricerca ne ha svelato anche i limiti, infatti le piante adulte presentano dei sistemi che permettono di sopravvivere ai trattamenti. Concludendo, il prodotto da noi testato dovrebbe essere migliorato per aumentarne l’efficacia.
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