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Tesi etd-06092010-142554


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
DOMENICI, LAVINIA
URN
etd-06092010-142554
Title
HIFU (High Intensity Focused Ultrasound): una nuova terapia non invasiva per il trattamento dei leiomiomi uterini
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Gadducci, Angiolo
relatore Prof. Di Candio, Giulio
Parole chiave
  • HIFU
  • leiomiomi
  • terapia non invasiva
Data inizio appello
28/06/2010;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
28/06/2050
Riassunto analitico
I leiomiomi uterini sono la più comune neoplasia benigna che si riscontra nella patologia ginecologica. Recenti e sempre più attendibili evidenze hanno sottolineato l’importanza di alcune alterazioni genetiche rilevanti nello sviluppo dei leiomiomi e il fatto che la loro crescita dipenda oltre che dalla predisposizione genetica, da fattori ormonali e dalla produzione di alcuni fattori di crescita specifici. I sintomi più comuni sono meno-metrorragie, senso di peso a livello pelvico e dolore. <br>Ci sono diverse strategie terapeutiche ad oggi utilizzabili nel trattamento dei leiomiomi, tra queste la terapia medica (progestinici, estro-progestinici, analoghi del Gn-RH), la chirurgia conservativa (miomectomia con accesso laparotomico, laparoscopico, isteroscopico o robotico) o non conservativa (isterectomia in laparotomia o laparoscopia), l’UAE (uterine artery embolization), la criomiolisi, la miolisi con NdYAG laser e la LITT (laser induced interstitial thermotheraphy).Molto recentemente una nuova procedura non invasiva di alta precisione è risultata essere una valida alternativa al trattamento chirurgico dei leiomiomi uterini: l’HIFU (High Intensity Focused Ultrasound). Tale tecnica si basa sull’utilizzo di ultrasuoni che vengono fatti convergere in un punto preciso detto focus in cui si ottiene un’elevata concentrazione di energia meccanica in grado di generare un aumento di temperatura fino a 65-85° C che, attraverso la denaturazione proteica, provoca la necrosi coagulativa delle cellule del leiomioma. Oltre a questo, uno dei meccanismi principali con cui si ottiene la necrosi cellulare è il processo di cavitazione inerte, con conseguente danneggiamento e rottura per jet phenomenon delle membrane cellulari. Ad esso si aggiunge anche un effetto trombofilico sui piccoli vasi (&lt; di 2mm di diametro) afferenti al tessuto. <br>La distruzione del leiomioma è dunque imputabile ad un danno ischemico che amplifica quello meccanico-ipertermico. La procedura è eseguita senza l’utilizzo di alcuna strumentazione invasiva per la paziente e potendo valutare in tempo reale l’efficacia del trattamento attraverso le modifiche della struttura del leiomioma osservate con l’ecografia. L’HIFU ha anche l’indubbio vantaggio di essere eseguita in regime di day surgery, quindi senza ospedalizzazione e con costi sanitari ridotti. Inoltre, rispetto alle altre opzioni terapeutiche, gli effetti indesiderati e le complicanze sono notevolmente minori. I recenti studi provenienti dagli Stati Uniti dove la metodica è in progressiva espansione ed è stata approvata nel 2004 dalla FDA governativa, non escludono la possibilità di poter avere e portare a termine una successiva gravidanza anche se le attuali indicazioni del nostro studio prevedono l’arruolamento solo di donne che hanno esaurito il loro desiderio di gravidanza.<br>Lo scopo di questa tesi è quello di valutare l’efficacia terapeutica, la sicurezza e i risultati clinici intermedi del trattamento dei leiomiomi uterini mediante HIFU. Come obiettivo secondario si ha quello di validare l’utilizzo della sola indagine ecografica con ausilio del mezzo di contrasto (SonoVue) e della flussimetria Doppler nella valutazione dei leiomiomi suscettibili di trattamento HIFU e nel monitoraggio dell’efficacia terapeutica di quest’ultimo.<br>Le pazienti arruolate in questo studio hanno mostrato una marcata riduzione della vascolarizzazione centrale del leiomioma evidenziata all’indagine ecografica con SonoVue, effettuata a 24 ore dall’esecuzione del trattamento HIFU, come assenza di enhancement all’interno della lesione. Più del 50% delle pazienti trattate mostrano un’attenuazione o una completa remissione dei sintomi presenti prima della procedura. La riduzione del volume del leiomioma dimostrata a 12 mesi dal trattamento è intorno al 65%. Tra gli effetti collaterali sono da segnalare un caso di ustione cutanea di I grado, due casi in cui si è avuto un modesto rialzo della temperatura corporea (37-37,6°C), un caso in cui la paziente ha lamentato lieve dolore a livello dei quadranti addominali inferiori. Non sono state osservate complicanze severe correlate al trattamento.<br>Nonostante il numero limitato di casi trattati fino ad ora, è possibile affermare che l’HIFU è una terapia nuova, sicura, efficace, non invasiva e può essere considerata come valida opzione terapeutica per il trattamento dei leiomiomi uterini.<br>
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