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Tesi etd-06072012-150826


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
BERTOLDI, MORENA
URN
etd-06072012-150826
Title
Tra territorio, identità e nazione: i musei in Alto Adige 1918-1940
Struttura
INTERFACOLTA'
Corso di studi
STORIA DELL'ARTE
Commissione
relatore Prof.ssa Gioli, Antonella
Parole chiave
  • museologia
  • museografia
  • Alto Adige
Data inizio appello
02/07/2012;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
02/07/2052
Riassunto analitico
La tesi affronta il problema dei musei in Alto Adige tra il 1918 e 1940. Attraverso una suddivisione in cinque fasi della storia dell'Alto Adige è stato possibile tracciare anche la storia dei musei. I musei in questione sono i musei e le raccolte civiche di Bolzano, Brunico, Bressanone, Chiusa, Merano, Vipiteno e il Museo diocesano di Bressanone. Nel primo capitolo è affrontata la loro istituzione avvenuta ancora quando il Sudtirolo era parte dell'Impero Austrungarico e perlopiù attraverso l'iniziativa di neocostituiti Museumsvereine (Società dei musei) privati. Dopo la guerra le raccolte dei musei ricoverate in diversi luoghi dell'Alto Adige e dell'Austria vengono recuperate e i musei riaperti. Con l'avvento del fascismo si attua in Alto Adige una politica italianizzante che pretende di cancellare qualsiasi impronta di matrice austriaca in tutti i settori della vita sociale e privata ma anche nella cultura. È così che durante il regime fascista il museo di Bolzano subisce la trasformazione in Museo civico per poi essere affidato alla Direzione di Wart Arslan (1933-1940) che ne rinnova l'esposizione seguendo moderni e aggiornati criteri museografici. Per volere del Prefetto di Bolzano Giuseppe Mastromattei nel 1938 si delinea un progetto di fusione delle raccolte civiche della Provincia di Bolzano trasformando ancora il Museo civico di Bolzano in “Museo dell'Alto Adige”. A causa di questo progetto vengono soppressi i musei di Brunico, Chiusa e Vipiteno. Le norme sulle opzioni, l'emigrazione 'volontaria' degli altoatesini di lingua tedesca e ladina nel Reich, rappresentano un ulteriore pericolo per le raccolte museali dal momento che prevedono il trasporto in Germania del materiale storico e artistico dei privati e delle Società dei musei. La guerra e l'invasione tedesca dell'Alto Adige fermano però questa operazione limitando il depauperamento del patrimonio artistico e storico.
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