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Tesi etd-05292013-070007


Thesis type
Tesi di dottorato di ricerca
Author
BONANNINI, ELISA
URN
etd-05292013-070007
Title
quando la città trema:analisi delle dinamiche insediative a seguito dell'evento sismico
Settore scientifico disciplinare
ICAR/14
Corso di studi
INGEGNERIA
Commissione
tutor Prof. Taddei, Domenico
relatore Prof. Cutini, Valerio
relatore Prof. Sassu, Mauro
Parole chiave
  • sisma
  • analisi configurazionale
  • space syntax
Data inizio appello
25/07/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Questo lavoro si propone di analizzare la trasformazione subita dalla configurazione urbana della città dell’Aquila dopo il terremoto del 6 Aprile 2009. <br>La ricerca è suddivisa in due macro aree: microscala e macroscala.<br> Alla microscala, la ricerca analizza il modo in cui può variare la vivibilità della propria dimora conseguentemente ad un evento calamitoso (in questo caso il sisma): le abitazioni che sono state colpite dal sisma, e che conseguentemente sono state dichiarate inagibili, non potendo più ospitare i loro proprietari sono state “sostituite” con delle prime architetture d’emergenza dette M.A.P. moduli abitativi provvisori: queste sono costruzioni prefabbricate assolvono la funzione di abitazione temporanea e d’emergenza. Nel caso dell’Aquila, successivamente a questa prima fase di “abitare temporaneo”, la popolazione disagiata è stata trasferita nelle abitazioni del Progetto C.A.S.E.: queste sono state dislocate su varie aree attorno al centro dell’Aquila e aggregate secondo i canoni del social housing.<br>Per classificare il grado di comfort e vivibilità offerto dal Progetto C.A.S.E., i risultati emersi dall’analisi di quest’ultime, sono stati confrontati con quelli emersi dall’analisi degli esempi europei di architetture d’emergenza inseriti nell’ambito del social housing.<br>In parallelo, il lavoro ha previsto l’analisi di alcune unità abitative del Progetto C.A.S.E. , selezionate dalle aree di Bazzano, Sant’Antonio e Sant’Elia, e successivamente confrontate con le cellule abitative progettate da Gropius, secondo i criteri degli spazi minimi in architettura.<br>Alla macroscala, la fase iniziale ha previsto l’analisi diacronica del territorio Aquilano analizzando le planimetrie a partire dal 1751, 1858,1931 fino al 2009: lo studio é stato effettuato con l’utilizzo di tecniche di geometria frattale e di analisi configurazionale (Capitolo 8).<br>Grazie all’utilizzo delle tecniche della geometria frattale e dell’analisi configurazionale,quest’ultima fondata sulla Space Syntax di Bill Hiller, viene descritta e analizzata la configurazione urbana dell’Aquila in tre distinte fasi:<br>- Prima del sisma del 6 Aprile 2009; <br>- Dopo l’individuazione della “zona rossa” <br> e della costruzione del progetto C.A.S.E.;<br>- Dopo la costruzione del Progetto C.A.S.E. <br> e con ipotesi di recupero del centro <br> storico (Figura 01-02).<br>La ricerca di tipo interdisciplinare ha visto coinvolto in primo piano la disciplina urbanistica, la quale si è prefissata l’obbiettivo di approfondire e organizzare le conoscenze sulle conseguenze apportate dall’evento sismico non solo studiando il caso Aquilano, ma analizzando anche alcune cittadine europee e italiane che nel corso dei secoli sono state completamente mutate in conseguenza del terremoto che le ha colpite:<br>- Baixa (Lisbona)<br>- Messina<br>- Reggio Calabria<br>- Gemona e Verzone (Udine)<br>La Space Syntax utilizza la griglia dei percorsi come matrice primaria dei fenomeni insediativi e conseguentemente studia l’appetibilità del territorio sulla base del flusso di persone che attraversano determinati percorsi (line) della città. Noti gli effetti sul gioco delle interazioni delle attività insediate, si rende utile ipotizzare le aree/zone dove poter inserire le attività economiche.<br>Nonostante l’ampia letteratura sull’argomento, la ricerca ha evidenziato un vivo interesse e continuerà l’approfondimento dell’analisi dello spazio urbano post sisma per mezzo dell’applicazione dell’analisi configurazionale.<br>
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