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Tesi etd-05212016-190920


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
PAPINI, GIANLUCA
URN
etd-05212016-190920
Title
Dall'istruzione preventiva alla conciliazione della lite(artt. 696 e 696 bis).
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Cecchella, Claudio
Parole chiave
  • istruzione preventiva
  • procedimenti
  • accertamento tecnico preventivo
  • consulenza tecnica preventiva
Data inizio appello
20/06/2016;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La presente tesi ha ad oggetto il rapporto tra l'art. 696 e l'art. 696 bis del codice di procedura civile nell'ambito dei procedimenti di istruzione preventiva. Il primo capitolo presenta alcune nozioni introduttive sulla natura e sulla funzione dei procedimenti di istruzione preventiva in generale. Tali procedimenti, tradizionalmente, assolvono al compito di tutelare il diritto alla prova delle parti dai mutamenti legati al decorrere del tempo, che potrebbero rendere impossibile o maggiormente difficoltoso l’espletamento della prova stessa una volta che il processo di merito (e in particolare la fase istruttoria) sarà iniziato. A tale funzione sembra assolvere in particolare l’art. 696 cpc (accertamento tecnico preventivo e ispezione giudiziale), analizzato nel secondo capitolo, il cui ambito di applicazione ha subito un significativo “ampliamento” ad opera della legge n. 80 del 2005: esso, infatti, oggi può avere ad oggetto anche la condizione delle persone e può comprendere anche valutazioni in ordine alle cause e ai danni relativi all'oggetto della verifica. Il terzo capitolo riguarda invece il “nuovo” istituto di cui all’art. 696 bis (consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite). Tale istituto, contrariamente agli altri provvedimenti di istruzione preventiva, non sembra assolvere ad una funzione cautelare, in quanto può essere richiesto anche “al di fuori delle condizioni di cui al primo comma dell’art. 696”. Il quarto capitolo, infine, analizza il rapporto tra queste due disposizioni, preoccupandosi anche delle possibili “interferenze applicative” che si registrano nella prassi.
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