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Tesi etd-05202017-172738


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
GIORGI, CRISTIANA
URN
etd-05202017-172738
Title
La disciplina dei prelievi coattivi tra esigenze probatorie e tensioni costituzionali
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Prof.ssa Bonini, Valentina
Parole chiave
  • campioni
  • mucosa cavo orale
  • sangue
  • incidenti stradali
Data inizio appello
12/06/2017;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
Il presente elaborato si propone lo scopo di fornire un’analisi dettagliata della disciplina dei prelievi biologici coattivi e del loro difficile contemperamento con la sfera dei diritti e delle libertà fondamentali sancite dalla Costituzione e riconosciute agli individui come persone e come consociati. Inizialmente verrà data una qualificazione precisa di tali operazioni, sia da un punto di vista giuridico che legale e verranno messi in luce i valori costituzionali che vengono concretamente coinvolti e che fungono da limite alle esigenze probatorie ed investigative tipiche della vicenda processual-penalistica. Nel proseguo verrà ripercorso il quadro storico-evolutivo della disciplina, partendo dai primi interventi della Corte Costituzionale, in particolar modo la sentenza n. 238 del 1996 che sancì l’illegittimità della seconda parte dell’art. 224 c.p.p., fino ad arrivare al primo vero intervento legislativo, ovvero la legge n. 155 del 2005, la quale, tuttavia, non riuscì a dettare una regolamentazione organica e completa della materia, sollevando critiche e dubbi interpretativi. Soffermeremo poi l’attenzione sull’attuale disciplina dei prelievi biologici e degli accertamenti medici sulla persona nell’ambito sia della perizia che della consulenza tecnica, fissata dalla legge n. 85 del 2009, la quale, inoltre, vanta il merito di aver introdotto nel nostro ordinamento la Banca dati nazionale del DNA. Infine, sarà analizzato un particolare quanto attuale contesto in cui viene messa in atto la pratica dei prelievi imposti con ricorso alla coercizione nel caso in cui manchi il consenso dell’interessato, ovvero la legge n. 41 del 2016, la quale, in materia di reati nell’ambito della circolazione stradale, ha previsto la possibilità per le forze di polizia di vincere l’eventuale resistenza del conducente e di imporre coattivamente tali operazioni così importanti in questo settore in quanto permettono di rilevare ed accertare lo stato di alterazione del soggetto interessato a seguito di assunzione di alcool o sostanze stupefacenti.
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