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Tesi etd-05182020-201112


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
MARCACCI, ILARIA
URN
etd-05182020-201112
Title
Infertilità associata all’endometriosi: valutazione della qualità ovocitaria ed embrionale nella procreazione medicalmente assistita
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Simoncini, Tommaso
correlatore Dott.ssa Marzi, Ilaria
Parole chiave
  • endometriosi
  • PMA
  • infertilità
  • qualità ovocitaria
  • qualità embrionale
  • procreazione medicalmente assistita
Data inizio appello
09/06/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
09/06/2090
Riassunto analitico
L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica estrogeno-dipendente abbastanza comune, diagnosticata in circa il 10% delle donne in età fertile ma largamente sottostimata, causata dalla presenza di tessuto ghiandolare e stromale al di fuori della mucosa endometriale.
I principali problemi associati all’endometriosi sono il dolore pelvico cronico e l’infertilità. Questa patologia viene infatti riscontrata nel 20/30% delle donne sterili e molte di loro si rivolgono quindi a programmi di procreazione medicalmente assistita.
Alla base dell’infertilità dell’endometriosi si hanno diversi fattori anatomici e biologici, che sembrano essere il risultato della presenza di un importante substrato infiammatorio che agisce non solo a livello ovarico, ma anche a livello sistemico.
Lo studio intrapreso mette a confronto dati clinici e biologici risultanti dalla stimolazione ovarica controllata di due gruppi di pazienti: uno con endometriosi e uno di controllo, in cui sono state arruolate pazienti con diagnosi di infertilità tubarica e/o maschile. Sono dunque stati analizzati i dati clinici e biologici riguardanti 29 cicli di fecondazione assistita di donne affette da endometriosi e 18 cicli effettuati in donne con infertilità tubarica e/o maschile presso il Centro di PMA dell’Università di Pisa da Ottobre 2018 a Marzo 2020.
I dati raccolti per ogni paziente riguardano sia aspetti clinici (AMH, FSH e LH, conta dei follicoli antrali/AFC, numero di follicoli al trigger) che biologici (quantità e qualità di ovociti prelevati, quantità e qualità degli embrioni ottenuti in seguito al processo di fecondazione). Per ogni ciclo sono stati raccolti il giorno del pick-up campioni di sangue intero e di liquido follicolare “puro” ed un campione di cellule del cumolo ooforo.
I pazienti di controllo possiedono dei valori significativamente più elevati di AMH e di AFC, a fronte di una media della dose giornaliera di gonadotropine somministrate inferiore. La qualità ovocitaria nel gruppo delle pazienti con endometriosi risulta significativamente peggiore rispetto a quella delle pazienti appartenenti al gruppo dei controlli. Inoltre, il numero degli ovociti maturi (MII) prelevati e successivamente di quelli fecondati risulta significativamente più elevato nel gruppo dei controlli.
Per quanto riguarda la qualità embrionaria, non si hanno differenze statisticamente significative, ma si riconosce comunque una tendenza per cui nel gruppo di controllo si ha una percentuale maggiore di embrioni di I grado (di migliore qualità) rispetto a quello con endometriosi e una percentuale minore di embrioni di III grado (di scarsa qualità). Anche il numero di blastocisti ottenute risulta più alto, anche se non in maniera statisticamente significativa, nel gruppo di controllo.
La percentuale di gravidanze biochimiche risulta maggiore nel gruppo di controlli (66%) rispetto a quella nel gruppo con endometriosi (40%).
I dosaggi immunoenzimatici effettuati sul siero e sul fluido follicolare dei campioni raccolti hanno evidenziato un aumento significativo di prodotti pro-infiammatori (TGF-β1, NF-kB nel siero e NF-kB nel fluido follicolare) e una diminuzione di quelli anti-infiammatori (IL-10 nel siero), evidenziando la presenza di un substrato infiammatorio non solo locale, ma anche sistemico, nelle pazienti affette da endometriosi.
Il confronto tra una gruppo di pazienti con endometriosi e uno con infertilità tubarica e/o maschile ha permesso di rendere omogenee le due popolazione dal punto di vista delle problematiche di tipo meccanico presenti nell'endometriosi, dovute alla presenza di anomalie dell’anatomia dell’apparato riproduttivo, in quanto bypassate dalle tecniche di fecondazione assistita FIVET o ICSI, ed a focalizzarci sul contributo all'infertilità dato dalla presenza di una scarsa qualità ovocitaria ed embrionale, dovute, a loro volta, ad un’importante condizione infiammatoria locale e sistemica. Questo è evidente dai risultati di questo studio, in quanto nel gruppo dei soggetti affetti da endometriosi si riscontra un outcome peggiore in termini di qualità ovocitaria, embrionale e del successivo esito di gravidanza biochimica.
Da ciò si deduce che neppure l’utilizzo delle tecniche di PMA riesce a contenere il problema alla base dell’infertilità dell’endometriosi e saranno necessari ulteriori studi atti a comprendere meglio la patogenesi della malattia, in modo da poter intervenire precocemente, onde evitare che il substrato infiammatorio porti ad una progressiva diminuzione della quantità di ovociti prelevati, nonché ad un ulteriore peggioramento della qualità degli stessi.
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