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Tesi etd-05142020-221447


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
CATI, DANIELE
URN
etd-05142020-221447
Title
Un approccio traslazionale per predire la risposta clinica ed endoscopica alla terapia con Vedolizumab in colite ulcerosa: studio pilota
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Marchi, Santino
correlatore Dott. Bertani, Lorenzo
Parole chiave
  • vedolizumab
  • retto-colite ulcerosa
  • colite ulcerosa
  • immunologia
  • citochine
  • traslazionale
Data inizio appello
09/06/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
09/06/2090
Riassunto analitico
IL Vedolizumab [VDZ] è un anticorpo monoclonale diretto contro l’integrina di membrana α4β7. Questa molecola è espressa da un sottogruppo di linfociti T attivati che, mediante il legame con l’addressina MAdCAM-1, espressa esclusivamente nei vasi intestinali, vengono convogliati nei siti infiammatori della mucosa dei pazienti affetti da colite ulcerosa [RCU]. Il legame del farmaco al suo recettore impedirebbe quindi la migrazione dei linfociti attivati in questi siti. Lo scopo della tesi è quello di identificare dei biomarker sierici e tissutali nell'ottica di predire la risposta clinica ed endoscopica al VDZ e si basa sullo studio precedente di un pannello di citochine sieriche in pazienti affetti da RCU che ne ha valutato i livelli al baseline e nel corso della terapia con VDZ.
Una indagine retrospettiva è stata condotta con lo scopo di ricercare un correlato anatomo-patologico ai livelli di citochine circolanti.

APPROCCIO SPERIMENTALE
Per lo studio sono stati arruolati consecutivamente una serie di pazienti eleggibili al trattamento con VDZ afferiti alla nostra unità operativa dal giugno 2016 a giugno 2017. È stato quindi analizzato, tramite un saggio a fluorescenza, un pannello di citochine sieriche al baseline ed ai time points 6 e 22 settimane. Una colonscopia è stata eseguita al baseline ed alla settimana 54 per valutare lo stato della mucosa e l’eventuale raggiungimento della guarigione di mucosa [mucosal healing].
L’andamento nel tempo dei livelli di citochine è stato studiato tramite modelli lineari ad effetto misto e la loro accuratezza valutata attraverso regressione logistica.
Abbiamo quindi raccolto retrospettivamente dei campioni tissutali da biopsie o pezzi operatori di questi pazienti, eseguiti al baseline e nel corso della terapia con VDZ. Questi sono stati analizzati da patologi specializzati per misurare l’attività istologica attraverso l’utilizzo dell’Original Geboes Score [OGS]. È stata quindi valutata la correlazione tra i livelli di IL8, l’attività endoscopica di malattia e l’attività istologica.

RISULTATI
Dei 27 pazienti inclusi nello studio in 12 (44%) hanno raggiunto il mucosal healing alla settimana 54 e in 17 (63%) la remissione clinica. Il mucosal healing è stato associato con più alti livelli di IL8 al baseline con significativo decremento dei livelli di IL6 e IL8 nel corso delle prime 6 settimane. Una significativa riduzione di IL8 e IL6 nel corso delle prime 6 settimane è stata associata anche con la remissione clinica. Il modello logistico che includeva, tra i predittori, l’IL6 e l’IL8 al baseline e i loro cambiamenti nelle prime 6 settimane ha raggiunto una sensibilità dell’83% ed una specificità del’87% nel predire il mucosal healing, una sensibilità dell’82% e una specificità del 90% nel predire la remissione clinica.
L’analisi delle sezioni istologiche di 10 pazienti del campione, che abbiamo potuto includere nell’analisi, ha evidenziato come quelli con mucosal healing alla settimana 54 abbiano ottenuto anche un OGS indicativo di remissione istologica. Questi pazienti, in aggiunta, mostravano livelli di IL8 alti al baseline ed una netta caduta alla settimana 6 e 22. Ciò rafforza l’evidenza di una possibile utilità di questo specifico biomarcatore nella gestione dei pazienti candidati alla terapia con VDZ e apre la strada per un ulteriore studio prospettico, con il fine di verificare se alcuni marcatori tissutali, come la concentrazione tissutale di neutrofili o il recettore tissutale dell’IL8, possano essere utilizzati come predittori della risposta al VDZ.
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