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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-05122021-150711


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
SILLUZIO, IRENE
URN
etd-05122021-150711
Titolo
PARKINSON: I PROTOCOLLI DI A.F.A. NEI VARI STADI DELL'EVOLUZIONE DELLA PATOLOGIA
Dipartimento
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
SCIENZE E TECNICHE DELLE ATTIVITA' MOTORIE PREVENTIVE E ADATTATE
Relatori
relatore Franchi, Alberto
Parole chiave
  • neuro-cognitivo
  • neuro-motorio
  • Parkinson
Data inizio appello
14/07/2021
Consultabilità
Completa
Riassunto
Nel mio elaborato di tesi ho scelto questo argomento poiché, lavorando a contatto con persone affette da disabilità neuromotorie, portare alla luce i benefici che hanno in questi soggetti l’attività motoria e un sostegno psicologico adeguato, mi stava molto a cuore.
Affacciarmi a questo ambiente inizialmente non è stato facile: è ben diverso studiare sui libri certe patologie e poi averci realmente a che fare. Ho capito davvero l’importanza del concetto dell’allenamento “ad personam”, essenziale in generale anche con soggetti sani, ma ancor di più fondamentale se abbiamo a che fare con soggetti con disabilità.
Ho avuto modo di conoscere da vicino e in tutte le sue varie sfaccettature la Malattia di Parkinson, (la seconda più comune patologia neurodegenerativa dopo la demenza di Alzheimer) e mi sono resa conto che nell’immaginario comune c’è ancora poca chiarezza sull’argomento: spesso si associa la malattia semplicemente a tremore, oppure si tende ad immaginare un parkinsoniano come una persona anziana, quando purtroppo le persone affette da questa patologia sono sempre più giovani.
La situazione invece è ben diversa: il tremore è solo uno dei sintomi più evidenti e nonostante la prevalenza del Parkinson aumenti progressivamente con l’età, non sono rari i casi in cui la malattia, soprattutto ultimamente, si manifesta prima dei 50 anni e anche prima dei 40 anni.
Mi sono resa conto quanto beneficio può trarre una persona affetta da malattia di Parkinson da una corretta attività fisica, da un buon sostegno psicologico e da un preventivo programma neurocognitivo.
Questo è il motivo per cui, andrò analizzare tre parkinsoniani a tre differenti stadi della malattia, in un programma di allenamento specifico che si basa sia sull’aspetto motorio sia sull’aspetto cognitivo.
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